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Nel Miranese bocconi avvelenati: oltre 50 in 4 mesi

Allarme dei sindaci: «Sono criminali». Enpa: «Pericoli anche per i bambini, usare le telecamere e i controlli di vicinato»

di Alessandro Abbadir
2 minuti di lettura

MIRA. È psicosi da bocconi avvelenati per cani e gatti sparsi in parchi ed aree verdi in tutta la Riviera del Brenta e il Miranese. A segnalare i ritrovamenti di bocconi, oltre una cinquantina da inizio anno, di cui una decina a Mira, sono i responsabili dell’associazione Enpa (Ente nazionale protezione animali) i cittadini stessi dei Comuni dell’area, e anche i sindaci.

L’ultimo fatto è stato segnalato nel centro di Dolo. Ma precedentemente bocconi velenosi, spesso impastati con un potente neurotossico, la metaldeide, utilizzata in agricoltura come lumachicida, erano stati ritrovati a Cazzago di Pianiga lungo il canale Serraglio, a Mira Taglio a Spinea dove era stata colpita una colonia di gatti. Bocconi poi a Mirano, Noale e ancora a Dolo, Mira e Camponogara.

Diversi gli animali morti per queste azioni odiose. «Purtroppo assistiamo sempre più spesso», spiega Roberto Martano per l’Enpa della Riviera del Brenta, «a una proliferazione di avvistamenti di bocconi in aree verdi e zone pubbliche. Si tratta nella maggioranza dei casi di segnalazioni che poi trovano riscontro nelle analisi fatte dalle autorità sanitarie che ne accertano la pericolosità, in altri casi c’è anche chi si diverte a spargere bocconi di carne preparati, magari di colore sospetto, solo per creare ansie e preoccupazioni fra i proprietari degli animali».

Il sindaco di Mira Marco Dori è preoccupato: «Abbiamo diverse segnalazioni nei parchi e nelle aree verdi di polpette avvelenate. Appena lo sappiamo attiviamo immediatamente la polizia locale e anche le autorità sanitarie competenti per verificare se il boccone boccone è velenoso o no. Un gesto criminale».

Sulla linea di Dori anche il sindaco di Camponogara Giampietro Menin. Per l’Enpa però, bisogna intervenire in tempi rapidi anche per individuare i responsabili come ad esempio nell’ultimo caso a Dolo. «Il continuo ripetersi di ritrovamenti di bocconi», dice Martano, «le certificazioni dei laboratori che attestano l’utilizzo di veleni e, più in generale, il pericolo a cui questi atti espongono anche i bambini che frequentano queste aree verdi, rendono urgente un’azione di indagine coordinata tra le forze dell’ordine per arrivare ad individuare velocemente i responsabili. Enpa con i suoi volontari resta a disposizione delle amministrazioni comunali, dell’azienda sanitaria e delle forze dell’ordine per collaborare e dare sostegno affinché si fermino questi pericolosi delinquenti».

Per i responsabili di questi atti, una volta individuati e accertata la loro responsabilità, è prevista come pena, la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o la multa da 5. 000 a 30. 000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell’animale. Infine un suggerimento da parte degli animalisti a Comuni della Riviera e Miranese e alle forze dell’ordine, e cioè di utilizzare sempre più spesso le telecamere e le persone del controllo di vicinato per individuare i comportamenti che appaiono sospetti.

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