De Checchi: «Pass4Venice la strada giusta»

Il direttore della Confartigianato approva i varchi ma anche le prenotazioni obbligatorie

«Il dibattito finalizzato ai tornelli non mi entusiasma molto. Però i tornelli inseriti in un contesto generale diventano un'altra cosa . Mi sembra di capire che per la prima volta questo Sindaco, ma vale anche per le amministrazioni passate, compie un gesto senza precedenti . Dal valore simbolico infinitamente più rilevante di quello materiale. Significa non solo rendersi conto del problema, ma anche comunicarlo con una vera e propria operazione di comunicazione e marketing».

A commentare così l’iniziativa sul controllo dei flussi turisticii adottata dal sindaco Luigi Brugnaro è il direttore della Confartigianato veneziana Gianni Di Checchi.


«Questo da parte di un sindaco - prosegue ancora De Checchi - il cui motto dichiarato fino a poco tempo fa era "venghino signori venghino" non è cosa da poco. Ma il problema non è unicamente di ordine pubblico, chiudiamo una calle e apriamone un'altra. Il tema è più grande ed è strategico . Che tipo di fine facciamo fare a questa città? Con che tipo di strategie di ampio respiro governiamo un fenomeno mondiale che aumenterà esponenzialmente fin dai prossimi anni soffocando i "piccoli" e inadatti centri storici medievali e senza una periferia di sfogo come Venezia . E soprattutto come cerchiamo di renderlo un valore e non come è oggi una morsa al collo della città?».

Di qui la proposta del direttore della Confartigianato veneziana a favore del progetto Pass4 Venice: »Io invito il sindaco e l'Amministrazione a riflettere seriamente sul progetto chiamato Pass4 Venice perché credo che, al di là della sua perfettibilità e adattabilità alle circostanze e alle politiche di riferimento più generali, sia l'unica base veramente di ampio respiro da cui partire per una regolamentazione e una gestione dei flussi turistici a Venezia. Ricordiamoci sempre che Venezia è l'unico sito archeologico al mondo abitato dall'uomo e oggetto di vita e di relazioni . Questo fa sì che lo stesso Trattato per il Funzionamento dell'Unione Europea ammetta deroghe anche rilevanti per la sua salvaguardia . Bruxelles è molto più disponibile su Venezia di quanto Venezia abbia mai chiesto! Troppo impegnata nelle sue chiacchiere o nelle sue beghe . E dove tuti xe professori e signor no! E qui do ragione a Brugnaro . Cambiamolo questo progetto, ma leggiamolo bene per favore . Certamente è complesso e articolato, ma su Venezia e sul turismo non può esistere una soluzione semplice, un colpo di bacchetta magica, un super tornello che risolve tutto»

DeChecchi sollecita l’attenzione ai temi da sollevare: »Sono ormai troppi e tutti interconnessi . C'è un tema di flussi, ma anche di rivitalizzazione della città, di governo del territorio e dell' hinterland ma anche di scelte amministrative coerenti . C'e bisogno di Politica e di Risorse . . Io trovo che le idee che sottendono a questo progetto contengono un aspetto veramente strategico, quello cioè di realizzare con i proventi dei visitatori dei fondi di sviluppo, peraltro ammessi dalla Ue, per sostenere gli interventi per Venezia che ha bisogno di manutenzione continua e pesante . I fondi del Governo dei vari Patti per Venezia non sono certi . Ma soprattutto per il rilancio e la rivitalizzazione socio economica di Venezia . Era un caposaldo della Legge Speciale, ma da anni ormai è sparita . Qui ci sta la residenzialità , il supporto al ceto medio che ha abbandonato la città, il sostegno all'artigianato, il sostegno ad una politica sui fitti per i piccoli negozi e gli artigiani, gli incubatori d'impresa diffusi per incentivare i giovani . Se vogliamo che Venezia non sia solo un grande bar non basta dirlo e piangere, bisogna anche adottare le politiche giuste per farlo . Se poi dovesse servire qualche tornello lo metteremo pure, magari con qualche geranio sopra» .

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