La fanfara di San Donà sarà il cuore del raduno

Il vicepresidente Fausto Niero: «Siamo pronti ad accogliere gli altri 70 gruppi provenienti da tutta Italia». La grande novità sarà il “Military Tattoo” 

SAN DONÀ. «La gente ama le fanfare dei bersaglieri. Come Fanfara Anb di San Donà ci stiamo preparando al meglio per questo raduno, anche per accogliere le altre settanta fanfare provenienti da tutta Italia».

Fausto Niero è il capo fanfara del gruppo di San Donà, oltre che vice presidente del comitato organizzatore di Piave 2018, il raduno nazionale dei bersaglieri che dal 7 al 13 maggio sarà ospitato in città e nella vicina Musile. Per la fanfara sandonatese, che fa parte dell’Associazione nazionale bersaglieri (Anb), sono giorni frenetici di prove.


In quanto fanfara della sezione ospitante, sarete i protagonisti principali sul piano musicale. Come vi state preparando? «Arriveremo preparatissimi a questo appuntamento e per attendere le altre settanta fanfare d’Italia. Stiamo preparando dei brani particolari per la sfilata conclusiva. La fanfara di San Donà nasce nel 1965 e trascorre la sua prima vita fino al 1985, quando all’interno della sezione avvenne una scissione. In seguito la fanfara venne rifondata e oggi si compone di 34 elementi».

In ogni raduno le fanfare sono forse le più apprezzate. «Possiamo dire che le fanfare rappresentano i bersaglieri. Quando andiamo a tenere le conferenze nelle scuole e chiediamo chi sono i bersaglieri, i ragazzini ci rispondono che sono quelli che corrono mentre suonano. Ma nella fanfara si identifica il bersagliere stesso. Ai nostri raduni, quando parliamo con i bersaglieri, ci dicono che questi eventi senza le fanfare perderebbero molto».

Possiamo dire che Piave 2018 sarà un raduno all’insegna della musica? «Ci saranno tantissimi concerti, anche piccoli intermezzi musicali realizzati dalle fanfare che saranno ospitate a San Donà. Il clou lo inizieremo nella serata di venerdì 11, con il concerto di gala in piazza Indipendenza, dove saranno presenti tre fanfare di rappresentanza scelte dall’Anb, una per il Nord, una per il Centro e una per il Sud Italia. Per il Nord è stata scelta la nostra fanfara, in quanto di casa. Poi altre fanfare si esibiranno in molti Comuni del territorio, sia veneto che friulano, dove le varie sezioni o le amministrazioni comunali hanno accettato di ospitarle. Si esibiranno il sabato pomeriggio o il sabato sera, in una sorta di grande concerto in tutto il Basso Piave e non solo».

Alla vigilia della sfilata conclusiva, sabato 12, ci sarà allo stadio Zanutto il grande evento del Military Tattoo. Di cosa si tratta e perché questo nome? «Tattoo è un modo di dire che si usava nelle caserme dell’Olanda e vuol dire: “Chiudere i rubinetti”. Lo possiamo assimilare al silenzio che si dà nelle caserme, quando è finita l’attività giornaliera. I militari si ritrovavano per bere della birra e a un certo punto dicevano: “Chiudiamo i rubinetti”. Ma le bande poi continuavano a suonare nelle caserme e si divertivano. Da questo fatto storico sono nati i Tattoo Militari, in cui le bande si sfidano a colpi di musica e caroselli per vedere chi è più bravo nell’esecuzione. La nostra fanfara di San Donà ha avuto la fortuna e il merito di partecipare a qualcuno di questi eventi, che sono uno spettacolo usuale nei Paesi del Nord Europa. E abbiamo pensato di riproporlo per Piave 2018. Al nostro Tattoo Militare presenzieranno tre fanfare, tra cui la nostra, e cinque bande provenienti da Stati Uniti, Slovenia, Ungheria, Regno Unito e Francia. E poi ci sarà l’intermezzo dell’11° Reggimento bersaglieri della Brigata Ariete. Termineremo poi sabato sera nella golena sul ponte militare sul Piave, dove si terrà il vero atto celebrativo di ricordo dei Caduti della guerra».

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