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Accoltellò l’ex moglie, Ascione dal giudice

Il delitto di Musile. Fissata l’udienza davanti al gup il 4 giugno. Il pizzaiolo chiederà il rito abbreviato

MUSILE DI PIAVE. Si presenterà davanti al gup il 4 giugno prossimo Antoino Ascione, il pizzaiolo di origini campane che il 23 luglio 2017 uccise l’ex moglie Mariarca Mennella, 38enne commessa all’Outlet di Noventa, con cinque coltellate. Il pubblico ministero Raffaele Incardona ha chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo che è accusato di omicidio volontario con quattro aggravanti. La premeditazione, dal momento che ad Ascione viene contestato di aver minacciato la moglie con un coltello al c ...

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MUSILE DI PIAVE. Si presenterà davanti al gup il 4 giugno prossimo Antoino Ascione, il pizzaiolo di origini campane che il 23 luglio 2017 uccise l’ex moglie Mariarca Mennella, 38enne commessa all’Outlet di Noventa, con cinque coltellate. Il pubblico ministero Raffaele Incardona ha chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo che è accusato di omicidio volontario con quattro aggravanti. La premeditazione, dal momento che ad Ascione viene contestato di aver minacciato la moglie con un coltello al culmine di una lite qualche giorno prima del delitto, come peraltro avevano denunciato le sorelle delle vittima. Il vincolo di parentela, visto che Ascione si è accanito sulla madre dei suoi due figli con cui aveva avuto una lunga relazione, poi terminata. Mariarca, però, lo scorso luglio lo aveva riaccolto nel suo appartamento a Musile per qualche giorno. E ancora i futili motivi: secondo il pubblico ministero, alla base dell’omicidio ci sarebbe stata la gelosia smisurata dell’uomo che non sopportava il fatto che Mariarca si stesse costruendo una nuova vita dopo la fine del matrimonio. A far scattare l’aggressione sarebbero stati alcuni messaggini che Ascione avrebbe trovato nello smartphone della 38enne e che non aveva per nulla gradito. Ultima aggravante quella della minorata difesa: la donna era stata sorpresa dalle coltellate mentre stava dormendo.

Ascione, difeso dall’avvocato Giorgio Pietramala, nell’udienza del 4 giugno chiederà di essere giudicato con il rito abbreviato. Una scelta che permette di evitare il dibattimento davanti alla Corte d’Assise e che consente un giudizio sullo stato degli atti, con lo sconto di un terzo della pena per l’imputato. Dopo la chiusura delle indagini a suo carico, il pizzaiolo non si è sottoposto all’interrogatorio davanti al pubblico ministero. Lo potrà comunque fare in sede di udienza preliminare. Peraltro Ascione è reo confesso. Quella domenica mattina di luglio, dopo aver ucciso la ex moglie, aveva chiamato i carabinieri: «Venite qui, sono Antonio, ho accoltellato la mia ex moglie».