Incubo ressa a Venezia, pronti i varchi e spostati i lancioni

Flussi pedonali dirottati e granturismo provenienti da Punta Sabbioni spostati alle Fondamente Nuove, tra molte polemiche. La città si prepara al ponte del 1 Maggio

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VENEZIA. Flussi pedonali dirottati. E lancioni provenienti da Punta Sabbioni spostati alle Fondamente Nuove. Sono le due novità previste nell’ordinanza per il ponte del primo Maggio, in vigore da  sabato 28 aprile a martedì 2 maggio. Primi tentativi per tentare di guidare un flusso turistico che si annuncia di grande impatto, come si è visto nelle «prove generali» di Pasqua. Ma sui lancioni già arrivano le prime polemiche.

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«Non vorremmo che le Fondamente Nuove si trasformassero in un nuovo Tronchetto, non potremo più vivere nemmeno qui a Cannaregio», allarga le braccia un residente. «Nessun problema, è un provvedimento sperimentale, che si farà solo per pochi giorni l’anno, quelli da bollino nero», dicono a Ca’ Farsetti.

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I varchi. Sono apparsi venerdì all'inizio di Lista di Spagna e ai piedi del ponte di Calatrava, suscitando lo stupore e anche qualche protesta da parte dei negozianti e dei residenti in zona, per l'effetto-cella. l'idea dell'amministrazione è quella di dirottare i flussi - in caso di fiumana umana come il giorno di Pasquetta con i suoi 120 mila visitatori - lontano dalla traiettoria Lista di Spagna-Strada Nuova-Rialto, verso ponte degli Scalzi e Treponti. Sarà il comando di Polizia locale ad attivare o meno i varchi.

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Libero movimento garantito ai residenti e ai titolari di Venezia Unica: che comunque, potrebbero ritrovarsi nella ressa dell'imbuto davanti al Ponte degli Scalzi.

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La protesta dei lancioni. Il divieto di sbarcare in Riva degli Schiavoni  provoca anche la reazione dei proprietari dei lancioni. «Decisione folle, presa dalla sera alla mattina», sbotta Luca Manara, amministratore delegato della Marco Polo, una delle più importanti aziende per il trasporto con Gran Turismo, «faremo una simulazione di quello che può succedere portando barche di 30 metri per sette in quel canale. E dove sbarcheranno le persone? In una fondamenta larga tre metri?»

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La protesta monta. Perché ovviamente i tour operator che provengono da Punta Sabbioni e dal litorale non ci stanno a essere «declassati» e sfrattati da San Marco. «Alle Fondamente Nuove ci sono anche problemi di traffico», insiste Manara, «quel luogo è un crocevia già oggi pericoloso. Ci passano vaporetti, motoscafi, taxi, diretti all’aeroporto, ambulanze per la vicinanza dell’Ospedale. È un rischio».

Così le compagnie di Gran Turismo del litorale dimostreranno oggi quanto sia difficile manovrare in quel tratto di laguna. «Senza contare il fatto», dicono, «che abbiamo contratti già firmati con le guide. E i gruppi non ci stanno a essere sbarcati lontano da San marco. Non ci sembra nemmeno molto coerente, ma penalizzante solo per la nostra categoria. Si dice che si vogliono limitare i turisti mordi e fuggi. Ma hanno costruito alberghi dappertutto in terraferma: 4.800 nuovi posti letto. Gente che arriva di colpo con il treno e intasa la città».



Il tema dell’allontanamento dei lancioni dall’area marciana non è di oggi. Se ne parlava anche dieci anni fa, quando questo tipo di imbarcazioni ha cominciato ad aumentare, ipotizzando allora uno spostamento a Sant’Elena. Bocciato dai residenti. Traffico pericoloso e concentrato alla Ca’ di Dio e davanti alla caserma Cornoldi. Migliaia di persone scaricate alla stessa ora nei barconi che arrivano dal Tronchetto, ma anche da Chioggia, dal litorale, da Jesolo.

La trasformazione dell’area è evidente, con l’arrivo di decine di mega bancarelle e venditori ambulanti. Ma adesso l’area di San Marco è satura. Così il Comune ha pensato di cominciare la sperimentazione per allontanare una parte dei Gran Turismo da San Marco. E mandarli alle Fondamente Nuove, dove adesso sono attraccati in parcheggio motoscafi e battelli dell’Actv. Tra qualche giorno cominceranno i lavori per rifare i pontili. Così anche l’area Nord della città, fino a oggi abbastanza “salva” dalle orde dei turisti giornalieri, diventerà una meta per questo tipo di visitatori e per le comitive di massa. «Solo in giorni particolarmente difficili», ripetono al Comune.

Ma resta eluso il grande tema sollevato da Unesco e Italia Nostra. Come si fa a ridurre la pressione su Venezia? Basterà spostare gli arrivi, già ben oltre il limite, da San Marco alla parte Nord della città?

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