In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Lungomare in tilt per i troppi cantieri monta la protesta

Sottomarina. Gli operatori criticano la tempistica dei lavori Devastato il marciapiede per la posa di un tubo dell’Enel

di Elisabetta B. Anzoletti
2 minuti di lettura

SOTTOMARINA. Cantieri a ripetizione, marciapiede devastato e rattoppi poco “turistici”. Protestano gli operatori per la raffica di interventi in corso sul Lungomare e sulle vie centrali di Sottomarina in piena apertura di stagione. Un tema caldo che finirà anche in Consiglio comunale oggi con un’interrogazione firmata da Leonardo Ranieri e Marcellina Segantin (ChioggiaViva). Per il 25 aprile le ruspe si sono fermate ma fino al giorno prima molti punti di Sottomarina erano transennati con operai al lavoro.

Sono almeno tre i tratti del Lungomare cantierati a causa della posa di un tubo dell’Enel collegato ai lavori del Mose. Ma fino al 24 aprile era in corso anche l’intervento di asfaltatura su via Roma e piazza Aldo e Dino Ballarin che nel pomeriggio ha causato lunghe code per chi si spostava da Chioggia a Sottomarina, con qualche disappunto anche da parte di alcuni turisti rimasti intrappolati. «Come si fa a asfaltare un tratto così centrale in un giorno prefestivo?», si chiede la Segantin, «nessuno mette in dubbio che si tratti di tutti cantieri necessari, ma l’organizzazione dei lavori non tiene conto che siamo una città turistica e che in questo periodo non possiamo permetterci di accogliere chi arriva con ruspe, transenne e viabilità rallentata. Nutriamo poi fortissimi dubbi sulle modalità di esecuzione dei lavori perché dove si sta ripristinando il marciapiede devastato ci sono rattoppi orribili». Le fa eco il consigliere Leonardo Ranieri che rappresenta anche gli operatori di Gruppo turismo e Gebis.

«La posa del cavo a servizio del Mose sta causando la devastazione del marciapiede est del Lungomare», spiega Ranieri, «quando nel luglio 2017 l’amministrazione ha autorizzato la manomissione del suolo pubblico per eseguire questo lavoro ha concordato che ci fosse poi il ripristino. Nell’ambito delle opere compensative del Mose si doveva pretendere un intervento di miglioria del Lungomare, che ripeto è stato massacrato da questa posa del cavo, tenendo conto che si tratta del percorso pedonale più utilizzato dai turisti. Stiamo invece assistendo a un rattoppo nei tratti con l’asfalto indecoroso per una città turistica. Oltre al disagio dei cantieri andiamo a subire anche un danno nell’immagine e questo sta davvero dando fastidio agli operatori».

Toni polemici anche da parte del Pd. «Se si fa una passeggiata in Lungomare», ironizza il consigliere dem, Jonatan Montanariello, «si contano più cantieri che locali aperti. Si tratta di cantieri invasivi che causano disagi alla viabilità pedonale in uno dei punti per eccellenza dedicati alla passeggiata. Ricordo che uno degli obiettivi dell’Organizzazione di gestione della destinazione (Ogd) era quello di migliorare la mobilità turistica. Ecco, se questi sono i risultati nei giorni dei primi ponti importanti per il turismo penso che anche su questo versante l’Ogd abbia fallito. Gli operatori giustamente dopo mesi attendono di lavorare e di poterlo fare nelle condizioni migliori».

«Presentarsi con cantieri ovunque e rattoppi sulla strada principale», dice Montanariello, «credo sia il modo peggiore per iniziare la stagione, tanto più che dovranno chiedere una tassa di soggiorno ritoccata al rialzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori