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Incendio distrugge capannone di rifiuti speciali a San Donà. Fumo nero e paura

Fiamme altissime ieri sera all’azienda di smaltimento di rifiuti “Se.Fi. Ambiente”. Lingue di fuoco alte fino a 50 metri. Si tratta dell'ennesimo caso nella nostra Regione

di Giovanni Cagnassi
2 minuti di lettura

San Donà di Piave: il fuoco divora l'azienda di rifiuti speciali

SAN DONÀ. Distrutto uno dei capannoni dell’azienda “Se.Fi. Ambiente” in via Argine di Mezzo a Chiesanuova: lingue di fuoco alte fino a 50 metri ed esplosioni, paura tra i residenti. L’allarme è scattato nella serata di ieri. Prima delle 22 altissime colonne di fumo visibili anche da San Donà hanno iniziato ad alzarsi dalla sede della ditta attiva nei settori della gestione, della raccolta e dello smaltimento di rifiuti. Poi, all’improvviso, è arrivato anche il fuoco con altissime lingue che hanno illuminato la notte, scatenando il panico tra i residenti.

Coinvolto nell’incendio un capannone lungo oltre una ventina di metri all’interno della proprietà aziendale. Diverse le squadre dei vigili del fuoco che sono accorse in via Argine di Mezzo, chiamate dai residenti che preoccupati hanno composto il 115 vedendo fumo e fiamme provenire dalla “Se.Fi. Ambiente”.

Sul posto anche le pattuglie dei carabinieri di San Donà e un’ambulanza inviata dall’ospedale. Non si registrerebbero tuttavia persone ferite.

Le operazioni di spegnimento dell’incendio sono proseguite nel corso della serata. Verso le 22.30 sono iniziate le esplosioni all’interno del capannone che poi è stato completamente avvolto dalle fiamme. Uno scenario, a detta dei residenti, infernale. Lungo e complesso il lavoro dei vigili del fuoco per avere ragione delle fiamme che è proseguito per molte ore nel corso della nottata.
[[(MediaPublishingQueue2014v1) Le fiamme divorano i rifiuti speciali a San Donà]]

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Operazioni di spegnimento ancora in corso. In azione gli investigatori]]
Nelle prossime ore, con la luce del sole, sarà possibile quantificare i danni che si presume siano molto ingenti.

Le indagini dovranno accertare l’origine e la causa del rogo devastante. Al momento tutte le ipotesi sono aperte, in attesa dei primi riscontri da parte della polizia giudiziaria dei vigili del fuoco. Del caso sarà interessata anche l’autorità giudiziaria.

Si tratta dell'ennesimo incendio di aziende che trattano rifiuti: tra Mortara, Verona, Oriago, Mogliano, Marghera, Vidor, Caorle, Riese Pio X e altri ancora. In molti casi è apparsa chiara l'origine dolosa. Quello degli incendi, specialmente di aziende che trattano rifiuti, è considerato uno dei "reati spia" di mafia, uno di quelli, cioè, che fanno capire la potenza del potere delle cosche mafiose in Veneto, da sempre interessate a mettere le mani su un "business" che richiama soldi pubblici. Le aziende collegate alle cosche hanno interesse a colpire quelle sane per prendere il loro posto.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) «Massima attenzione su questi episodi»]]

Intanto tra i residenti già ieri sera serpeggiava la preoccupazione in particolare per il tipo di sostanze che sono bruciate nell’incendio. Con il passare dei minuti, l'aria nel circondario è diventata irrespirabile.

Tutte le persone che erano accorse sul posto sono state fatte allontanare dalle forze dell'ordine per precauzione, tenuto conto anche delle esplosioni e delle alte temperature.


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