Di corsa con Valentina: gli applausi cancellano la fatica della maratona di Padova

Papà Vincenzo Placida e la figlia Valentina

La bimba di Vigonovo affetta da una rara malattia genetica è stata portata dal papà alla Mezza Maratona di Padova 

VIGONOVO. «Un’esperienza difficile da dimenticare. Questo posso dire di questa mezza maratona di Padova corsa con la mia piccola campionessa Valentina». Queste le parole di Vincenzo Placida, di Vigonovo, che domenica ha partecipato alla mezza maratona del Santo a Padova spingendo la carrozzina della figlia Valentina, 10 anni, affetta sin dalla nascita dalla sindrome “Cornelia de Lange”.

«Lo sforzo fisico è stato letteralmente cancellato da tutti gli applausi e incoraggiamenti ricevuti durante il percorso. Uomini, donne, bambini che ci hanno riempito di affetto. E poi i runners che superandoci ci facevano il gesto del pollice all’insù o una pacca sulla spalla uniti dalla parola “grandi”».

Vincenzo pensa poi alla figlia: «Questo avevo sognato per Valentina, tante persone che vedendola non si girassero dall’altra parte, ma che le facessero un sorriso e le battessero le mani con sincerità. Che poi non è nient’altro che quello che noi genitori di bimbi speciali vorremmo per loro tutti i giorni. Perché tutti i giorni sono proprio i nostri bambini gli eroi, i campioni, che superano migliaia di ostacoli per cercare di avere una vita più “normale”. Non siamo noi genitori gli eroi di turno, come potrebbe sembrare anche nel caso di questa corsa».

Vincenzo racconta una momento particolare: «L’esempio di quanto affermo l’ho avuto quando a due chilometri dalla fine, un signore di nome Marco, affiancandomi, mi ha detto “Sai, stavo per fermarmi perché non ce la faccio più, ma quando vi ho visti ho riacquistato l’energia e ho deciso di non mollare”. Siamo arrivati al traguardo insieme e ci siamo abbracciati come due vecchi amici. Noi, anzi Valentina, gli ha ridato forza e lui ci ha fatto sentire importanti, come è giusto che sia, soprattutto per Valentina».

Vincenzo Placida ringrazia le persone che gli sono state vicine: «Voglio profondamente ringraziare gli amici “Sarmati” che ci hanno accompagnato e soprattutto consigliato, gli amici che facendo i salti mortali hanno organizzato svariati appostamenti lungo il percorso per sostenerci e farci qualche foto, e mia moglie Romina, che ha dovuto subire la mia “chiusura” per gara in questi giorni, però non ha mai smesso un attimo di credere in noi e di sostenerci. Infine ringrazio Valentina: senza di lei non ci sarebbe mai stata questa e mille altre esperienze».


 

Video del giorno

Il supercomputer più veloce del mondo di Meta-Facebook

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi