Capannoni Mestrinaro stop alle demolizioni

Dopo le condanne dei due fratelli imprenditori nel campo dei rifiuti industriali il Consiglio di Stato concede la sospensiva all’abbattimento delle strutture 

ZERO BRANCO. Condanne confermate, sospensive, processi rinviati di un anno. La vicenda della Mestrinaro mostra in questi giorni novità e colpi di scena. Perché se da una parte sono state depositate dal Tribunale di Treviso le motivazioni alle condanne a 2 anni per i fratelli Lino e Sandro Mestrinaro per traffico di rifiuti, allo stesso tempo, dal Consiglio di Stato è arrivata una sospensione.

È quella del procedimento relativo alla demolizione dei capannoni dei Mestrinaro al confine con Mogliano ordinata dal municipio di Zero Branco nel 2012 e poi confermata dal Tar Veneto a dicembre 2017 a cui l’ex Mestrinaro Spa (oggi Impresa Costruzioni Generali Srl) si erano opposta. Capannoni – per un totale di oltre 6 mila metri quadrati coperti, da aggiungersi ai terreni dell’ex quartier generale dei Mestrinaro – costruiti senza le autorizzazioni necessarie e che dopo anni di movimenti nei banchi di Tar, Regione, Provincia ed autorità varie lo scorso gennaio, erano a pronti a passare – per legge – proprio nelle mani del comune, vista la rinuncia ai beni (peraltro “conditi” da rifiuti da smaltire) da parte della curatela fallimentare oltre che dal decreto regionale che, il 2 marzo scorso, archiviava con un “niet” ogni richiesta di autorizzazione presentata dalla ditta.


Ma ora è ancora quasi tutto bloccato, in attesa dell’ultimo grado del processo amministrativo. «Non capisco perché i Mestrinaro continuino ad impugnare qualsiasi sentenza, questo comportamento non ha nessuna utilità» commenta Mirco Feston, sindaco di Zero Branco e da sempre in prima linea sulla questione, «non ho dubbi che prima o poi si arrivi alla demolizione dei capannoni ma ora dovremo aspettare ancora».

Sempre dal Consiglio di Stato, infatti, oltre alla sospensiva in questi giorni è arrivata anche la nuova data per il processo finale: 21 maggio 2019. «Fino a quella data scadranno i vari provvedimenti previsti dagli enti, come quello della Provincia che obbliga alla rimozione e smaltimento dei rifiuti presenti nell’area» aggiunge Feston, «ad ogni modo resta comunque aperta la discussione sull’eventuale utilizzo dei capannoni, anziché demolirli: se il consiglio comunale riterrà opportuno potremo tenerli in piedi. Ma andrebbe trovata una compatibilità urbanistica e con i piani regolatore e di assetto del territorio. Intanto dobbiamo aspettare ancora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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