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L’ex assessore dovrà sborsare 35 mila euro

San Michele. David Codognotto condannato a risarcire il Comune per la tangente incassata

SAN MICHELE. L’ex assessore leghista allo Sport di San Michele al Tagliamento David Codognotto dovrà risarcire al Comune 35 mila euro, per i danni all’immagine della pubblica amministrazione, che ha provocato incassando 15 mila euro di tangente dai dirigenti del Lemene-Portogruaro (e richiedendone altri 20 mila a favore del Consorzio di promozione turistica Veneto Orientale), paventando altrimenti di bloccare 90 mila euro di finanziamento a un torneo internazionale di calcio in spiaggia. Era ...

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SAN MICHELE. L’ex assessore leghista allo Sport di San Michele al Tagliamento David Codognotto dovrà risarcire al Comune 35 mila euro, per i danni all’immagine della pubblica amministrazione, che ha provocato incassando 15 mila euro di tangente dai dirigenti del Lemene-Portogruaro (e richiedendone altri 20 mila a favore del Consorzio di promozione turistica Veneto Orientale), paventando altrimenti di bloccare 90 mila euro di finanziamento a un torneo internazionale di calcio in spiaggia. Era il 2010.

Fatti accertati con la condanna definitiva penale a 1 anno e 9 mesi di reclusione per induzione indebita a dare o promettere utilità, che i giudici della Corte dei Conti - presidente Guido Carlino - hanno fatto propria, condannando Codognotto a risarcire la stessa somma contestata in tangenti. Accolta la tesi accusatoria del sostituto procuratore Alberto Mingarelli, dunque, ma con uno “sconto”, rispetto ai 70 mila euro di risarcimento richiesti dalla Procura: per la Corte, i fatti risalgono a prima dell’entrata in vigore della legge anti corruzione 190/2012, che prevede che il risarcimento sia automaticamente il doppio della tangente contestata.

L’ex assessore dovrà così risarcire il danno all’immagine provocato al Comune, a causa della grande eco mediatatica che seguì all’arresto e ai diversi gradi di giudizio dell’inchiesta: prima per concussione, poi derubricata dalla Cassazione in “Induzione indebita a dare o promettere utilità”. Lo scambio di danaro, però, ci fu: lo ha stabilito una sentenza penale irrevocabile di condanna. «È pertanto evidente», osserva la Corte dei conti nella sua sentenza, «la sussistenza del danno all’immagine, che ha determinato un vulnus alla considerazione che i cittadini amministrati ripongono sull’operato dei propri rappresentanti, con inevitabili ripercussioni sul senso di appartenenza alle istituzioni e sull’efficienza e efficacia dell’azione amministrativa». La difesa, rappresentata dall’avvocato Emanuele Sergo, aveva contestato non solo la quantificazione del dovuto in base alla nuova legge, ma anche l’effettivo danno patito dal Comune di San Michele al Tagliamento, dato che Codognotto «offrì spontaneamente la somma di 8 mila euro per porre rimedio al suo non corretto agire e che nessun arricchimento ebbe a conseguire in considerazione dell’avvenuto immediato sequestro da parte della Guardia di finanza della somma di 15 mila euro profitto del reato».

La Corte dei Conti ha deciso: 35 mila euro. Codognotto potrà ricorrere in appello. (r.d.r.)