Veneto fa rima con turismo, ma la metà sceglie la laguna

Quasi 70 milioni le presenze in Regione di cui 37 nel veneziano e 12 nel capoluogo. L’assessore Caner sprona Ca’ Farsetti sui flussi: «Si può fare di più e meglio» 

VENEZIA. Arrivi, presenze, spesa media: il segno “più” testimonia la crescita di tutto il settore turistico del Veneto. Numeri di successo che devono però fare i conti con la quotidianità. Quella di una città d’acqua che nei weekend festivi si intasa e che, a gran voce, chiede che i flussi turistici siano governati. Perché c’è ancora strada da fare per migliorare la situazione.

È questo il pensiero Federico Caner, assessore al Turismo del Veneto, alla presentazione dei «Dati Turistici del 2017». «Bisogna gestire i flussi in modo diffuso e inventarsi percorsi alternativi, altrimenti la città diventa invivibile. So che il Comune di Venezia ci sta lavorando, ma serve anche la collaborazione di privati e tour operator. Si può fare meglio».



Caner dice la sua anche sulle visite a chiese e musei di Venezia: «La prenotazione del biglietto permetterebbe sia di evitare le file chilometriche fuori dalle attrazioni che di gestire meglio i flussi. Sarebbe così più facile impostare politiche mirate per evitare i picchi stagionali».

Secondo i dati record diffusi da Palazzo Balbi, solo nel veneziano si concentra la metà dei turisti che visita il Veneto, sia in termini di arrivi (chi si ferma non più di una notte) che di presenze (chi resta più di una notte). Le presenze nel veneziano sono 37 milioni nel 2017 su un totale regionale di 69, 2 (il dato globale cresce del +5, 8% rispetto al 2016). Gli arrivi invece sono 9,5 milioni, a fronte dei 19,2 per tutta la Regione (+7, 4% rispetto all’anno prima).

A farla da padrone è Venezia con quasi 12 milioni di presenze su 37 milioni. Ancora più nel dettaglio, il centro storico ha raggiunto nel 2017 quasi 8 milioni di presenze, Mestre e Marghera 3,2, mentre al Lido sono arrivate poco più di 500 mila persone. Quelli che hanno dormito solo una notte sono stati invece più di 3 milioni in centro storico, 1,7 a Mestre e 184 mila al Lido.

Il predominio della laguna, però, può trasformarsi in un’arma a doppio taglio: un volano per l’intero settore da un lato, un freno al turismo regionale, dall’altro.

«Sappiamo che Venezia è un fattore di attrazione incredibile» commenta Caner «per questo abbiamo cambiato il logo regionale del turismo. L’obiettivo, adesso, dev’essere quello di portare i turisti a vedere il resto del Veneto. I tour operator devono riuscire a proporre pacchetti turistici onnicomprensivi». L’incremento del turismo, in attesa di aggiornamenti, dovrebbe consolidare il primato nella classifica 2016 delle regioni italiane più visitate: Veneto primo, con un distacco di quasi 20 milioni di turisti dal Trentino-Alto Adige. Con presenze e arrivi, crescono anche i le prenotazioni di alberghi soprattutto a 4 e 5 stelle. Così come le locazioni turistiche: +21% per gli arrivi, +13, 6% per le presenze. «Anche a Venezia migliora la lotta al sommerso: questo grazie alla possibilità, introdotta da un anno, di fare controlli online» commenta l’assessore.

Infine, una curiosità: il tedesco, con quasi 20 milioni di turisti tra Germania, Austria, Svizzera e Lichtestein, si conferma la lingua più parlata da chi visita il Veneto.

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