Il Mediterraneo stremato dai flussi

Oggi all’Ateneo Veneto sei realtà raccontano i problemi di vivere in un’isola

Non ce l’hanno con i turisti, ma con quella politica che non fa nulla per limitare i flussi.

Sono le sei associazioni del Mediterraneo che oggi dalle 14 alle 19 si confronteranno nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto nell’incontro, tutto in inglese e su accredito, «Living in an island», già ieri sulle pagine di The Times.


Promosso dal Gruppo 25Aprile e dall’associazione San Giacomo di Corfù, la giornata vedrà la partecipazione anche delle realtà di Ragusa, Rodi, Pafos e Santorini, tra i luoghi più visitati del Mediterraneo, ma anche tra quelli più invasi dalle masse turistiche.

Il quotidiano inglese, nell’articolo apparso ieri sul sito, l’ha chiamato l’incontro tra attivisti e, in un certo senso, lo è. Agguerriti e con le idee ben chiare i referenti delle associazioni esporranno quali sono i problemi della loro realtà, in primis quello della residenzialità.

Prima dell’incontro il Gruppo 25Aprile ha infatti inviato un questionario dove indicare quali sono le difficoltà principali. Grandi Navi e locazioni turistiche sono tra i temi più sentiti, correlati allo spopolamento. «Sommando il numero degli abitanti di noi associazioni abbiamo 386 mila residenti e 90 milioni di presenze turistiche all’anno» ha detto il portavoce Marco Gasparinetti, annunciando qualche dato «Oggi ognuno avrà il suo spazio e alla fine le conclusioni saranno tratte dal direttore onorario della Commissione europea Georges Stavros Kremlis». L’obiettivo è quello di mettere a confronto le proprie esperienze e arrivare alla realizzazione di una sorta di carta condivisa che possa essere utilizzata per far sentire la propria voce alle istituzioni locali e internazionali, come l’Unesco, il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea.

Ieri qualche accenno è stato anticipato da The Times in un pezzo sulle mete più amate dai turisti e Airbnb. Tra le testimonianze quella di Ljubo Nikolic di Ragusa che, oltre a raccontare cosa significhi vivere in una città di poche migliaia di anime con 32 mila posti letto per turisti, spiegava come, dopo le riprese di Games of Thrones a Lokrum, anche l’unica isoletta rifugio per i residenti è diventata meta turistica. E i residenti? Le risposte e le soluzioni delle associazioni, oggi dalle 14 in poi. (v.m.)



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