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Investimenti truffa, anche soldi in nero

Portogruaro. Per questo motivo molte vittime di Fabio Gaiatto preferiscono non denunciare

PORTOGRUARO. Il caso dei soldi spariti continua a tenere banco. E intanto Fabio Gaiatto, l’indagato per truffa e appropriazione indebita, non si trova. È anche lui una vittima o è il colpevole degli ammanchi? La Consob lo ha multato di 15 mila euro lo scorso luglio. È sparito dalla circolazione, in silenzio. E nemmeno sua moglie parla. Per il momento.

Da registrare ieri il grido di allarme di Giovanni Melideo, avvocato pordenonese e legale di una delle vittime raggirate dal sistema creato nel ...

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PORTOGRUARO. Il caso dei soldi spariti continua a tenere banco. E intanto Fabio Gaiatto, l’indagato per truffa e appropriazione indebita, non si trova. È anche lui una vittima o è il colpevole degli ammanchi? La Consob lo ha multato di 15 mila euro lo scorso luglio. È sparito dalla circolazione, in silenzio. E nemmeno sua moglie parla. Per il momento.

Da registrare ieri il grido di allarme di Giovanni Melideo, avvocato pordenonese e legale di una delle vittime raggirate dal sistema creato nell’ultimo anno e mezzo. «La situazione è drammatica, la Procura di Pordenone», dice, «sta lavorando ai massimi livelli, complessivamente gli ammanchi si aggirano sui 60 milioni. Ho presentato una querela per truffa. E so che molti stanno facendo denunce direttamente al tribunale». C’è molta vergogna e in alcuni casi grande ritrosia a far intervenire la magistratura. Le stesse vittime hanno paura di incorrere in reati. Alcuni truffati stanno manifestando contrarietà proprio a muoversi legalmente. «Questo perché in alcuni casi», continua l’avvocato Melideo, «alcune vittime hanno versato una parte del contante da investire in modo regolare, attraverso un bonifico bancario. Mentre l’altra parte l’hanno versata in nero, senza modalità rintracciabili».

La vittima assistita dal legale sostiene di aver affidato 20 mila euro al gruppo capeggiato da Fabio Gaiatto, titolare della Venice Investment Group. Intanto si è saputo che alcuni raggirati erano loro stessi a fornire nuovi clienti a Gaiatto & Company, visto che gli interessi, per un certo periodo di tempo venivano pagati regolarmente, talvolta a cadenza settimanale.

Era la stessa società infatti a informare i clienti delle rendite, attraverso un’e-mail. I contatti, e i contratti, con la Venice Investment Group, avvenivano nei bar in pieno centro a Portogruaro. Si è formata una catena di Sant’Antonio per mesi e mesi. I collaboratori al soldo di Gaiatto sono almeno cinque. Uno di questi abita nel Comune di San Michele al Tagliamento, e pubblicamente sul web ha difeso a spada tratta il suo lavoro e quello del suo capo. Altre persone sostengono che Gaiatto abbia aiutato persone in difficoltà economica che rischiavano di perdere la casa. Un Robin Hood del Lemene, insomma, pronto ad aiutare i deboli investendo di tasca propria. Ieri, di fronte alla villa di Gaiatto, non si muoveva una foglia. Fabio è legato a Najima Romani che ostenta sul suo profilo facebook foto di luoghi di vacanza che in pochi si possono permettere. Soprattutto le vittime di questo sistema.

Rosario Padovano