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Da Martinuzzi a Ricci la moda dei lasciti artistici

In arrivo tre donazioni per la città e i Musei Civici da altrettanti collezionisti I vetri dell’ex soprintendente Padoan, ma anche un nucleo di opere di Dinon

di Enrico Tantucci
2 minuti di lettura

“Pioggia” di donazioni artistiche in arrivo per il Comune di Venezia e la Fondazione Musei Civici. Quasi riallacciando il filo con il suo passato, lo stesso museo Correr è basato sulla fondazione delle opere di un collezionista come Teodoro Correr, di cui porta non a caso il nome, Venezia torna a essere oggetto di lasciti artistici di diversa importanza, ma che testimoniano di un crescente «affetto» verso la città.

Riferiamo a parte dei lasciti Sancassani e Barbarigo, ma intanto la Giunta comunale ha formalizzato proprio in questi giorni l’accettazione di tre lasciti diversi.

Il primo di essi riguarda quello dell’architetto Renato Padoan, da poco scomparso e storico Soprintendente ai Monumenti di Venezia e laguna, che già in vita aveva manifestato la ferma volontà di cedere i suoi beni alla città, per il profondo amore che ha sempre nutrito per essa. Padoan aveva già donato la sua stessa residenza alla sezione veneziana di Italia Nostra, che ne ha fatto la propria sede.

Ma ora è stata formata la decisione di Padoan di donare tre opere di un grande artista del vetro muranese come Napoleone Martinuzzi, la Fondazione Cini gli ha recentemente dedicato una mostra importante, che erano di sua proprietà e che andranno ad arricchire le collezioni del Museo del Vetro di Murano (che tra l’altro lo stesso Martinuzzi diresse) per la sua sezione del Novecento. Si tratta di tre sculture in vetro dell’inizio degli anni ’50, due teste femminili in vetro soffiato e un nudo femminile sempre in vetro, il cui valore è stimato in 50 mila euro e che saranno esposte facendo appunto riferimento alla donazione Renato Padoan.

I paesaggi di Marco Ricci. La seconda donazione in arrivo per il Comune e i Musei Civici, e in questo caso il beneficiario che esporrà le opere dovrebbe essere il Museo del Settecento di Ca’ Rezzonico, arriva dal professor Giuseppe Scalabrino, noto luminare della Patologia, ma anch’egli amante della città di Venezia.

La donazione in questo caso riguarda una serie di volumi dedicati alla storia veneziana di autori come Lane e Branca. Ma soprattutto due paesaggi (tempere su capretto) di un grande pittore di genere veneziano del Settecento come Marco Ricci. Il pittore, di origine bellunese e nipote dell’altrettanto noto Sebastiano Ricci, con il quale collaborò ripetutamente, si orientò presto verso il paesaggio, basandosi su Tiziano e prediligendo composizioni luminose e ricche di effetti atmosferici. Come sono anche le due tempere ora donate alla città, per un valore complessivo stimato di oltre 80 mila euro.

A Ca’ Pesaro le opere di Dinon. La terza donazione formalizzata di recente a favore del Comune di Venezia riguarda una raccolta di opere pittoriche, grafiche e disegni del maestro veneziano Mario Dinon, scomparso oltre cinquant’anni fa. A contatto dell'esperienza e delle ricerche della scuola espressionistica tedesca, Dinon ebbe a manifestarsi certamente sul piano di una delle personalità culturalmente e tecnicamente più vive ed interessanti espresse dall'esperienza incisoria veneta nei primi decenni del '900. La donazione arriva dalle disposizioni testamentarie della vedova del pittore, la sognora Maria Giliola De Rosa, scomparsa circa sei anni fa, ma solo ora arriva a compimento. Si tratta di un nucleo di 20 opere destinate appunto alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro e il cui valore di stima complessivo sarebbe di circa 60 mila euro. Si tratta soprattutto di una serie di tipiche incisioni lagunari di Dinon, ma anche di quattro dipinti ad olio e di alcuni disegni dell’artista che insegnò anche all’Istituto d’Arte. Ma anche altre donazioni - come detto - sono in arrivo, a conferma del rinnovato interesse per i lasciti artistici destinati a Venezia.

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