Trenta tonnellate di rifiuti in più in due giorni

Veritas non ha effettuato la raccolta a Pasqua. La città si è riempita di immondizia fino a ieri mattina

Trecentotrenta quintali di rifiuti in più in due giorni.

È questo quanto raccolto da Veritas a Pasquetta, dopo una pausa il giorno di Pasqua. Da una media di 40 metri cubi di rifiuti al giorno, si è arrivati a 45 metri cubi, raccolti da 66 barche posizionate nei punti strategici. Un metro cubo in genere equivale a un quintale, ma se si tratta di rifiuti di ristoranti potrebbe essere ancora di più. In ogni caso in due giorni sono state raccolte trenta tonnellate in più.


La città, oltre all’invasione di migliaia di turisti, ha dovuto fare i conti con l’immondizia lasciata ovunque tanto che, in alcuni punti, si sono create delle vere micro discariche. I rifiuti sono stati lasciati perfino sotto i cartelli dove era chiaramente indicato di non lasciare nulla.

Lunedì erano all’opera 54 operatori ecologici, metà alla mattina e metà alla sera, che hanno fatto il possibile.

Già nella giornata di Pasqua calli e campi erano pieni di immondizie, bidoni con la spazzatura che fuoriusciva e carte e cartacce sparse ovunque. Gli spazzini hanno dovuto spostare oltre quattro chilometri di passerelle, posizionate per le previsioni dell’acqua alta, e poi hanno iniziato a ripulire. Tuttavia, la quantità di gente presente in città ha in poco tempo sporcato tutto. Lungo Riva degli Schiavoni e anche in Piazza si vedeva il passaggio delle masse, immortalato da molte foto poi postate.

Il problema dei cestini è tornato e si è visto un accenno di quanto purtroppo si verifica nei giorni in cui la città scoppia. A Pasqua la raccolta rifiuti non è stata fatta in quanto giorno festivo. Oltre all’immondizia lasciata in giro dalla maleducazione e a quella dispersa perché i cestini erano pieni, lunedì mattina c’erano anche le tonnellate accumulate dai ristoranti che hanno lavorato a pieno ritmo per le migliaia di persone arrivate nel fine settimana. Già il giorno di Pasqua Piazza San Marco si era trasformata in un pic nic a cielo aperto, in particolare sotto i portici di Palazzo Ducale che, con le panchine, è una delle mete più scelte. Come ogni anno non è bastata l’indignazione di molti residenti che si sono visti, ancora una volta, Venezia usata e abbandonata. Anche le passerelle, lasciate anche a Pasqua in previsione dell’acqua alta, si sono trasformate in un posto comodo dove consumare il cibo.

La conseguenza si è vista in questi trecento chili di spazzatura in più e nelle 66 barche strapiene di immondizia. Nei punti più nascosti una carta ha tirato l’altra e, nel giro di qualche ora, alcuni angoli, come il ponte vicino alla Scuola di San Giorgio degli Schiavoni con il ciclo del Carpaccio, riempito di sacconi neri, accatastati sotto il cartello: «Vietato abbandonare rifiuti».

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