Brugnaro: «Tassa di sbarco per chi arriva in treno a Venezia»

La richiesta del sindaco in vista dei prossimi weekend da bollino rosso. «Nuova Legge speciale e più poteri per intervenire». Incubo Primo maggio 

VENEZIA. Tassa di sbarco per tutti i turisti giornalieri che arrivano in treno o in lancione a Venezia. E prezzi più alti nei periodi da bollino rosso. È la richiesta che il sindaco Luigi Brugnaro avanza al nuovo governo. «Nuova Legge speciale e più poteri», ha scritto ieri sul suo profilo twitter. Ringraziando «i tantissimi lavoratori che a Venezia hanno fatto il proprio dovere nelle giornate pasquali complicate per il grande afflusso di persone». Sceglie il profilo basso e attende le verifiche promesse, il sindaco. Ma l’assalto del weekend di Pasqua ha dimostrato, se ce n’era bisogno, che l’emergenza turismo non è rientrata, e che un nuovo limite è stato superato. 125 mila presenze stimate domenica, 95 mila lunedì. Code e calli impraticabili, affari solo per i bar e i negozi di cibo da asporto, i souvenir da un euro. Disagi per tutti gli altri.

Aumentano gli arrivi e in particolare i turisti giornalieri. Proprio il tipo di turismo che minaccia l’integrità di una città sempre più fragile, non ha tempo per la cultura e non lascia ricchezza. E il Primo maggio, avvisano gli esperti, sarà ancora peggio. «Al numero chiuso il governo ha detto no», dicono in Comune, «va contro le normative europee. Adesso dobbiamo avere poteri speciali per intervenire».


Treni. La vera emergenza, testata nel weekend di Pasqua, sono gli arrivi via ferrovia. Un numero incontrollato di persone che sbarca in determinate fasce orarie in grandi quantità, alla stazione di Santa Lucia. Trenitalia offre sconti proprio nelle giornate clou, il parcheggio è un costo che sparisce. Si arriva direttamente nel cuore della città antica. Tavoli e protocolli con le Ferrovie non hanno prodotto nulla. Non c’è programmazione degli arrivi.

Lancioni. Nessun controllo anche sui giornalieri che arrivano via mare, con i barconi da Chioggia, Jesolo e Cavallino. Un punto dove intervenire subito.

Parcheggi. Qui si paga la Ztl per i bus e i controlli sono in teoria più semplici. Chiusi il garage comunale e il Tronchetto il giorno di Pasqua, quasi completi a Pasquetta. Il traffico è stato deviato nella tarda mattinata. Ma l’onda era già in città: percorrere compatta verso San Marco le strade abbandonate dai veneziani.

I conteggi. Entro il mese di maggio, ha annunciato l’assessore al Turismo Paola Mar, le sperimentazioni dei sistemi per contare le persone saranno concluse. A quel punto sarà bandita la gara per l’assegnazione. Dall’estate, dunque, gli arrivi si potranno controllare con una certa precisione. Installando i sistemi - telecamere, tecnologie basate sulle celle telefoniche - a San Marco, piazzale Roma, Ferrovia.



Prenotazioni. Ancora in ritardo l’organizzazione degli arrivi basata sulle prenotazioni. Se ne parla da anni, ma è un sistema complesso. E forse non c’è la volontà politica di farne uno strumento “obbligatorio”. In altri luoghi, quando non c’è posto, l’arrivo viene rinviato. A Venezia è più difficile, anche per la pressione delle categorie economiche che di turismo vivono.

L’informazione. La campagna EnjoyRespectVenice, avviata dal Comune, dà qualche frutto. Si invitano i turisti a rispettare le regole. Ma come si è visto, soprattutto nei grandi numeri l’impresa è impossibile. Così l’informazione studiata da Ca’ Farsetti dovrebbe convincere i visitatori a evitare i periodi da bollino rosso. Ma non è così. Rispunta l’ipotesi del numero chiuso. Una città “finita” non può avere visitatori “infiniti”.
 

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