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Incidente con due morti condannato a 30 mesi

Jesolo. Nel 2013 la Bmw di un agente immobiliare si schiantò con un furgone Il giudice civile riconosce il risarcimento da un milione alla famiglia di una vittima

di Rubina Bon
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JESOLO. All’alba del 20 luglio 2013 stavano andando al mercato del pesce di Venezia quando sulla loro strada, a ridosso della rotatoria di Santa Maria di Piave, avevano trovato la Bmw condotta da Antonio De Alteriis, agente immobiliare jesolano di 45 anni, di ritorno da una nottata con gli amici. Tra i rottami del furgone si erano spente le vite di Antonio Ferro, 50 anni di Cavallino, che era alla guida, e Michele Costantini, 62 anni di Ca’ Savio, che viaggiava come passeggero. Ieri la giudice monocratica Sara Natto ha condannato De Alteriis per omicidio colposo alla pena di 2 anni e 6 mesi, oltre alla sospensione per 18 mesi della patente e al risarcimento di 30 mila euro, che vanno a sommarsi ai 50 mila già ricevuti all’inizio del processo, per uno dei fratelli di Ferro che con gli avvocati Guido Simonetti e Simone Zancani si era costituito parte civile. Altri familiari di Ferro, invece, hanno scelto la strada della giustizia civile. A loro nei mesi scorsi la giudice Carmela Convertini ha riconosciuto un risarcimento complessivo di oltre un milione.

La pubblico ministero Alessia Tavarnesi aveva chiesto di condannare De Alteriis a 3 anni di reclusione: «Il malore è una ipotesi che non ha trovato fondamento. C’è stato invece un brevissimo e fatale colpo di sonno», aveva detto la pm durante la requisitoria nella scorsa udienza, «l’imputato era stanco dopo il lavoro, era stato a una festa, alle 3 si era messo in auto». La sostituto procuratore aveva affrontato anche la questione del tasso alcolemico dell’automobilista: un’ora e 45 dopo lo schianto, il tasso era di 0,48 grammi per litro di sangue, su un limite di 0,50. «Con ragionevole certezza si può dire che al momento dell’incidente fosse oltre il limite», aveva evidenziato la rappresentante della Procura, pur specificando l’impossibilità di contestare la guida in stato di ebbrezza.

La difesa dell’imputato, con l’avvocato Alfredo Traversa, ha parlato ieri mattina, ribadendo che De Alteriis era stato colpito da un malore e che quando si era schiantato contro il furgone era in uno stato di incoscienza, ovvero di incapacità temporanea di intendere e volere, richiamando quando l’imputato aveva riferito alla giudice nel corso dell’esame a cui si era sottoposto. Le motivazioni della sentenza saranno depositate dalla giudice Natto entro 90 giorni, dopodiché il pronunciamento potrà essere impugnato dalle parti in appello. Gli eredi di Michele Costantini, rappresentanti dall’avvocato Augusto Palese, non si erano costituiti nel procedimento penale perché già risarciti.

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