«Sesso consenziente, non è una paziente»

Il medico sospeso dall’Usl e accusato di violenza contrattacca attraverso il suo legale: «I video delle Iene sono stati tagliati»

TRICHIANA. «Non c’è mai stato alcun rapporto medico-paziente, abbiamo avuto un rapporto sessuale assolutamente consenziente». Muhammad Abdulstar, 57 anni, pseudo psicologo e medico di famiglia di origine irachena che esercitava in via Milano a Mestre, dopo aver lavorato in passato a Trichiana e a Villa di Villa di Mel, respinge al mittente le accuse di una donna, che si definisce sua paziente, e che attraverso le telecamere delle “Iene” ha fatto deflagrare il caso, accusandolo di violenza sessuale.

Giovedì il dottore non si è mai fatto trovare al telefono, che squillava sempre a vuoto o andava in segreteria, ieri, invece, ha risposto, premettendo che la chiamata era registrata. «Non ho voglia né posso rilasciare alcuna dichiarazione telefonica», ha esordito con voce pacata ma ferma, «l’avvocato ha spiegato in modo dettagliato come sono andate le cose». Poi saluta cortesemente e mette giù il telefono. Nel frattempo, però, gli ordini dei medici e degli psicologi lo lasciano a piedi e si dicono pronti ad avviare azioni disciplinari, mentre l’Usl 3 Serenissima lo ha sospeso.


Il difensore è l’avvocato Dirk Campajola, il quale ha precisato, in una nota scritta, la posizione del suo assistito, che respinge «con fermezza le calunniose accuse di violenza e abuso». «La signora intervistata non è mai stata una mia paziente, né tanto meno le ho prestato consulenza medica o terapia. Dopo un breve incontro con la signora, di cui non farò il nome, ho iniziato a intrattenere, su sua iniziativa, un rapporto a mezzo chat via WhatsApp facendomi apprezzamenti, lusingandomi e proponendomi uscite insieme». Nessun rapporto professionale, dunque. «Il 12 marzo la signora si è recata nel mio studio, fuori dall’orario di visita e dopo reciproci scambi di abbracci e baci, abbiamo avuto un rapporto sessuale assolutamente consenziente».

E ancora: «Ci tengo a ribadire che non c’è stata alcuna violenza, costrizione, né tanto meno abuso come falsamente affermato dalla donna». Ieri mattina il medico, che nella targhetta del suo studio si professa “chirurgo, psicoterapeuta, medico generale specializzato in psicologia clinica” e che ha frequentato l’università pontificia, ha presentato querela in Procura della Repubblica e chiesto di acquisire i filmati delle “Iene”, che a suo avviso sarebbero stati tagliati. L’avvocato sostiene, inoltre, che l’assistito è provato dalla situazione. Abdulstar oltre che a Mestre ha esercitato in provincia di Belluno, ha lavorato al Gris di Mogliano e a Cavallino. Nella nota legale non dice nulla, però, della terza visita della donna, quella filmata, in cui le parla come se fosse una paziente, cita le medicine che prende per curare la sua patologia dovuta alle violenze sessuali subite da piccola dal “patrigno”, cerca di abusare nuovamente di lei, la invita a spogliarsi e prova a convincerla che avendo un rapporto con lui supererà le sue fragilità. Gioca sulla parola “pene”, spiega che quello avuto non è un rapporto sessuale «ma una condivisione», chiede alla signora di darle del “tu” e poi allunga le mani verso le mutandine. «Tu sei come i gamberi, pensavo che valorizzassi quello che ci eravamo donati l’altra volta» le dice. «Quando ti ho toccato il seno era un segno di protezione». Poi, prima di sfilarsi i pantaloni, l’ultimatum: «Ti do un’ultima possibilità».

Il medico prestava servizio in via Milano da qualche anno, abita poco più in là, a due passi, ed è molto conosciuto in zona. La sua clientela era per molta parte straniera: da lui si recavano pazienti della comunità bengalese, ma anche di altre compagini stranierie radicate nel nostro tessuto sociale. Tra cui persone in qualche modo più fragili e forse meno tutelate di altre. Giovedì mattina lo studio era aperto, nel pomeriggio le serrande sono state abbassate e l’Usl 3 ha appeso un cartello.

Marta Artico

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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