«Violentata dal medico», l’Usl lo sospende

Paziente denuncia pseudo psicoterapeuta con studio in centro a Mestre. Il caso scoppiato dopo il servizio delle Iene

«Mi ha violentata durante una seduta». La denuncia di una paziente che ha trovato il coraggio di raccontare, tra le lacrime, l’abuso sessuale subito, una videoregistrazione mandata in onda dalla trasmissione “Le Iene” mercoledì sera che non lascia nulla all’immaginazione, un racconto dai tratti “osceni” di quelli che non si dovrebbero mai sentire. Il protagonista della storia, accusato di violenza sessuale, è Muhammad Abdulstar, professionista iracheno che lavora in via Milano, fornisce la prestazione privata in qualità di psicoterapeuta e riceve i pazienti nel suo ambulatorio dove lavora come medico condotto dell’Usl 3 Serenissima. Almeno fino a ieri. Quando è stato sollevato il caso.

La donna si era rivolta a lui un paio di settimane fa perché aveva subito abusi sessuali da parte del “patrigno” e aveva deciso di andare all’origine del suo problema, per cercare di superarlo e rifarsi una vita. Ma è entrata in una spirale di violenza e manipolazione. Ha presentato denuncia per violenza sessuale e abuso di professione contro il medico il quale, senza sapere di essere ripreso, ha sostenuto di aver utilizzato la specifica “terapia” in questione per “guarirla”.


Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Mestre, che hanno acquisito i filmati sulla scorta della denuncia. Il medico ieri mattina ha aperto regolarmente il suo studio, sotto gli occhi stupiti dei vicini di negozio e delle attività commerciali che attorno al suo ambulatorio gravitano. Nella targhetta dello studio si legge “medico chirurgo, psicoterapeuta, medico di medicina generale specializzato in psicologia clinica alla Pontificia Università di Roma”. Niente meno.

Dopo poche ore è arrivata la presa di posizione dell’Usl 3 Serenissima, che ha presentato un esposto alla Procura e si affretta a precisare che «il dottore non è un medico dipendente dell’Azienda sanitaria veneziana ma un medico convenzionato per l’attività di medicina generale». Non solo: «L’Azienda sanitaria ha di conseguenza disposto, immediatamente e cautelativamente, la sospensione della convenzione con il medico stesso» e affidato gli assistiti al Distretto sanitario. L’Usl 3 annota che «quanto all’attività di psicoterapeuta che risulterebbe svolta dal medico in questione «questa esula da qualsiasi incarico affidato dall’Azienda sanitaria, e anche in proposito l’Usl 3 ha avviato ogni necessaria verifica». Insomma, se svolgeva attività privata, non ne aveva informato l’azienda. E non ne aveva neanche il titolo. L’uomo, iscritto all’ordine dei medici di Treviso, ha lavorato nella Casa di riposo Gris di Mogliano, da dove, però, se n’è poi andato. Qualche anno fa ha preso studio in centro, poco lontano dalla sua abitazione. Fino a che non è arrivata la denuncia.

Una vicenda che se fosse confermata, avrebbe delle tinte “grottesche”, perché la donna si era rivolta a lui proprio perché avendo subito delle violenze sessuali da piccola, era psicologicamente molto fragile, per questo aveva chiesto aiuto a uno psicoterapeuta. Nel servizio delle Iene, la paziente racconta che l’uomo dopo averle fatto chiudere gli occhi per farla rilassare, ha iniziato a violentarla con la scusa di «incanalarle energia positiva». Una volta trovato il coraggio di parlare, la donna si è presentata alla terza seduta con una telecamera nascosta. Il medico ci ha riprovato di nuovo, facendo ricorso a giochi di parole e spiegandole che quello che voleva mettere in atto non era un “rapporto sessuale” ma una “condivisione” per liberarla dalle sue pene. Saranno le indagini dei carabinieri a chiarire cosa è accaduto. «Quando lo hai fatto», ha detto il medico per convincerla, «ti ho dato un beneficio psicofisico non da poco».

Ieri è stato appeso alla studio il cartello di chiusura.

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