«Aborto è non accoglienza», monito del Patriarca

Venezia. L’omelia di Moraglia in Basilica: «Che fine ha fatto la profezia cristiana di dare da mangiare all’affamato, vestire chi è nudo e ospitare lo straniero»

VENEZIA. Ieri, Giovedì Santo, il patriarca Moraglia ha accostato il dramma cristiano dell’aborto a quello umano dell’accoglienza. «Più di ogni altra non-accoglienza (l’aborto, ndr) rimane oggi una questione largamente silenziata».

È stato questo uno dei passaggi chiave dell’omelia che, giorno della memoria dell’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale, nella gremita Basilica di San Marco il patriarca Moraglia nella santa messa del Crisma (benedizione degli olii santi) ha pronunciato davanti ai presbiteri, ai diaconi, ai religiosi, ai ministri istituti e ai fedeli.


Il Vangelo e l’attualità, il Libro e la vita, la Parola e l’accoglienza: nel cuore della sua riflessione il Patriarca senza indugio ha dato spazio a tematiche dove riaffiora la missione della Chiesa, l’impegno per i fratelli la solidarietà concreta e gratuita. A tutti Moraglia ha posto un quesito: «Dove finisce, allora, la profezia cristiana: dar da mangiare all’affamato, vestire chi è nudo, ospitare lo straniero, ma anche perdonare le offese, consigliare i dubbiosi, senza dimenticare il sì dell’amore indissolubile fra l’uomo e la donna nel matrimonio?».

In sostanza la risposta del Patriarca è stata: «Nella fede, nella speranza e nella carità che fa diventare più uomini, più donne e fa crescere pure come comunità perché Gesù non solo non toglie nulla alla nostra umanità ma la porta a compimento». Durante la celebrazione il vicario generale monsignor Angelo Pagan ha ricordato che nel prossimo mese di giugno, in Seminario patriarcale, il patriarca Moraglia e il vescovo Pizziol festeggeranno insieme i dieci anni di ordinazione episcopale. Al termine della celebrazione il Patriarca ha donato ai presenti il volume intitolato “La festa del perdono con Papa Francesco”, curato dalla Penitenziaria Apostolica e edito dalla Libreria Editrice Vaticana. «È un segno, piccolo ma tangibile, di comunione con Papa Francesco e, insieme, il dono di uno strumento che può essere molto prezioso per l’esercizio del ministero sacerdotale», ha concluso Moraglia.

Alle 18, in Cattedrale, il Patriarca ha celebrato la messa nella Cena del Signore con il rito della lavanda dei piedi e la reposizione del SS. Sacramento alla presenza della Caritas diocesana, dell’Ordine di Malta, dell’Ordine del Santo Sepolcro, delle Arciconfraternite e delle Scuole Grandi cittadine. La Basilica è rimasta aperta fino alle 21 per la preghiera e l’adorazione.
 

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