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Rischia di soffocare al bar: bimbo salvato dal papà

Jesolo. Un pezzo di frutta si era bloccato in gola del piccolo di 21 mesi. Il padre: «Per fortuna il giorno prima avevo fatto un corso in ospedale»

JESOLO. Bimbo rischia di soffocare, ma il papà lo salva in extremis grazie al corso di emergenza seguito il giorno prima all’ospedale di Jesolo. È accaduto nel pomeriggio di martedì in un bar del lido, vicino a piazza Trieste. A. F. , giovane papà di Jesolo era con la compagna e il piccolo di 21 mesi. Il bimbo aveva appena mangiato della frutta, una pera taglia a pezzettini. Improvvisamente ha iniziato a tossire, diventato completamente rosso in volto. Il papà ha subito capito che qualcosa ...

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JESOLO. Bimbo rischia di soffocare, ma il papà lo salva in extremis grazie al corso di emergenza seguito il giorno prima all’ospedale di Jesolo. È accaduto nel pomeriggio di martedì in un bar del lido, vicino a piazza Trieste. A. F. , giovane papà di Jesolo era con la compagna e il piccolo di 21 mesi. Il bimbo aveva appena mangiato della frutta, una pera taglia a pezzettini. Improvvisamente ha iniziato a tossire, diventato completamente rosso in volto. Il papà ha subito capito che qualcosa di era bloccato in gola e non respirava. Memore del corso affrontato il giorno prima all’ospedale di via Levantina, ha appoggiato il piccolo su una coscia a pancia in giù tenendogli il mento. È una delle prime manovre del corso di disostruzione delle vie aeree. Poi ha dato tre colpi secchi all’altezza delle scapole.

Quelle due ore al corso hanno salvato la vita del figlio. «Nessuno si è quasi accorto di nulla tranne la mia compagna», racconta ancora commosso, «se non avessi fatto quel corso non so cosa sarebbe accaduto. Mi sono ricordato le manovre da eseguire e ho scelto quella a pancia in giù senza perdere il controllo, cosa fondamentale. Il pezzettino di frutta si è sbloccato in pochi secondi e mio figlio è tornato alla respirazione normale».

Un incubo finito e una gioia immensa, seguita alla consapevolezza dell’importanza di sapere cosa fare in questi frangenti. Il corso, durata due ore, è stato organizzato all’ospedale di Jesolo con l’“Heimlich Team”, dal nome di chi ha codificato le manovre di disostruzione delle vie aeree. La seconda manovra insegnata è quella che consente da tergo di cingere con le braccia il busto per alzare il diaframma e che serve in particolare per gli adulti. Del team jesolano fanno parte il personale del pronto soccorso e le ostetriche. I corsi sono organizzati dal poliambulatorio specialistico diretto da Loredano Milani, con il coordinatore, Daniele Bison. Sono già alla nona edizione.

«Tutti dovrebbero fare questo corso», dice ancora il papà. Altri ne saranno organizzati in tutta l’Usl 4 tra San Donà, Jesolo e Portogruaro. «Questo episodio», ha commentato il direttore generale dell’Usl 4, Carlo Bramezza, «dimostra l’importanza di certi corsi per tutta la comunità. Ne organizzeremo molti in tutti i nostri ospedali».

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