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Polpette avvelenate per uccidere i gatti

Dolo. Trovate dall’Enpa il giorno dei funerali della volontaria che accudiva le colonie di randagi

Giacomo Piran
1 minuto di lettura

DOLO. Prima sono state messe delle polpette avvelenate e poi nei giorni successivi sono stati gettati via i ripari dei gatti. È successo nella colonia di gatti in via IV novembre a Dolo. A denunciarlo i rappresentanti dell’Enpa di Mira che hanno consegnato le polpette ai servizi veterinari dell’Usl 3 del distretto di Mirano-Dolo. Il personale veterinario dell’Usl ha poi, come da protocollo, inviato i campioni all’Istituto zooprofilattico di Legnaro (Padova) per le analisi. I tecnici hanno confermato che le polpette contenevano metaldeide, composto chimico velenoso usato contro le lumache e le chiocciole. «Le analisi sono state fatte dall’Istituto zooprofilattico di Legnaro»,, spiega Roberto Martano dell’Enpa, «e avendoci trovato tracce di metaldeide ha attivato le procedure del caso con segnalazione al Comune di Dolo, all’Usl e alla Procura».

La cosa particolare segnalata dal gruppo Enpa di Mira è che il ritrovamento delle polpette è avvenuto il giorno del funerale di Innocenza Moro, conosciuta come “Toti”. La donna era stata atleta del Cus Padova, aveva lavorato come segretaria nella scuola di San Pietro di Stra ed era stata allenatrice di atletica leggera e pattinaggio, negli ultimi 20 anni si era dedicata ad accudire e aiutare gli animali, anche quelli randagi, di Dolo. «La nostra volontaria che si è fatta carico di curare le colonie precedentemente seguite dalla signora Moro», prosegue Martano, «si è accorta, proprio il 13 marzo, della presenza delle polpette. Nei giorni successivi qualcuno di notte ha buttato via i ripari degli animali». Il gruppo condanna pesantemente gli atti. «C’è un aspetto duplice», precisa Martano, «penale dato che è lo stesso Istituto zooprofilattico che fa la segnalazione in Procura, all’Usl e al Comune, e per noi ha un sapore di sfregio alla memoria della signora Moro. Segnaleremo ai carabinieri questo ritrovamento e se qualcuno ha visto dei movimenti strani li segnali a noi o al Comune».

È solo l’ultimo caso di ritrovamento di polpette avvelenate nel territorio dolese. A metà febbraio un cittadino, che aveva portato a passeggio il proprio cane lungo il Rio Serraglio, aveva notato le polpette e il suo “amico a quattro zampe” ne aveva addentata una. Provvidenziale è stato il trasporto dell’animale dal veterinario che gli ha salvato la vita.

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