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Ponte Calatrava, in frantumi i gradini di vetro

Da quando è stato inaugurato, nel 2008, quasi quaranta le lastre rotte e sostituite. «Sperimenteremo resine e coperture»

di Roberta De Rossi
1 minuto di lettura

Gradini letteralmente a pezzi, sul Ponte della Costituzione: su due di questi si è creato addirittura un buco, con i pezzetti di vetro che si sparpagliano in giro. Chi lo attraversa - e sono ben 22 mila persone al giorno, in media - rischia di ritrovarsi schegge di vetro incastrate nella suola delle scarpe o di metter il piede in fallo nella buca, oltre ai ben noti equilibrismi nelle giornate di pioggia, per non dire in quelle di neve (quando sono apparsi cartelli che ordinavano di camminare solo sui masegni della corsia centrale).

Qui, non si è sinora interventi neppure per segnalare il pericolo quantomeno con le strisce adesive colorate, per non dire con le lastre di acciaio che negli anni ci eravamo abituati a vedere utilizzate per coprire i gradini in frantumi, per metterli in sicurezza in attesa della sostituzione. E di “pezze” ne servirebbero, perché oltre alle due lastre bucate, altre due sono rotte, con il reticolo di cocci tipico del vetro infrangibile quando si incrina: ma quantomeno sono ancora compatte.

Dal giorno dell’inaugurazione, nella fine del 2008, sono più di una quarantina i grandini andati in pezzi e sostituiti: pezzi unici, l’uno diverso dall’altro, da realizzare su misura. Costo circa 2.300 euro, più la posa in opera: attorno ai 3.500-4 mila euro l’uno.

A guardarsi attorno, il Ponte della Costituzione è diventato negli anni una sorta di patchwork di colori e di materiali: accanto ai gradini originali, infatti, ora sono apparse anche coperture di mescola azzurra che nulla hanno a che vedere con il verde laguna delle lastre originali del bello, ma delicato ponte firmato dall’archistar Santiago Calatrava: a Bilbao, per non far scivolare più le persone su una sua passerella in vetro, l’hanno coperta con una moquette nera. Sul lato che guarda piazzale Roma, un blocco di gradini è coperto di una sorta di cera giallognola: una vernice sperimentale antisdrucciolo, che ora però si sta staccando a pezzi.

L’amministrazione non sa più da che parte destreggiarsi.

«Stiamo sperimentando nuove coperture e resine antiscivolo», dice l’assessora ai lavori pubblici, Francesca Zaccariotto, «il ponte è costantemente monitorato». Il che è vero dal punto di vista tecnico: solo a novembre, per la revisione annuale delle giunture e la messa in esercizio dei martinetti idraulici per rimettere in asse la grande arcata in acciaio sono stati spesi complessivamente 67 mila euro. Si tratta di “ordinaria” manutenzione annuale, prevista dal progetto originario, a causa delle torsioni della struttura metallica. Poi c’è quella straordinaria, sempre più incalzante.

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