Cittadini in marcia: «La città non va privatizzata: la Vida resti pubblica»

La protesta dei cittadini

In 500 hanno sfilato da San Giacomo alla Regione e in Comune dopo lo sgombero del centro civico "liberato"

Venezia, in corteo con fisarmoniche e striscioni per difendere "La Vida libera"

VENEZIA. In cinquecento hanno sfilato oggi, al suono delle fisarmoniche, tra campo San Giacomo de l'Orio, Palazzo Grandi Stazioni  e Ca' Farsetti, per chiedere che la Vida resti uno spazio aperto ai cittadini, con lo slogan: “La Vida chiAma la città”.

La marcia è stata organizzata dai cittadini che negli ultimi cinque mesi si sono occupati dell’Antico Teatro Anatomico di Campo San Giacomo, sgomberato nei giorni scorsi dalla Polizia su ordine del giudice di pace, al quale si era ricolta la Regione, che ha venduto l'immobile all'imprenditore agricolo Alberto Bastianello, che vuole farne un ristorante con la pergola di vite, come era un tempo.

La protesta dei cittadini


Il percorso ha toccato i punti cardine delle istituzioni che i cittadini ritengono coinvolte: dal campo si prosegue verso il Ponte della Costituzione per poi fermarsi davanti al Palazzo Grandi stazioni con corri allegri a ridosso del cordone di Polizia schierato davanti alla sede della Regione, Campo San Geremia dove c’è la Rai e il Comune, davanti a Ca’ Farsetti. Con ritorno alla Vida.

Originalissimo flash mob a San Geremia: il linguaggio dei segni per far capire alle istituzioni sorde, che la Vida deve restare un luogo aperto alla cittadinanza.

Venezia, flash mob "muto": linguaggio dei segni in difesa della Vida



Nonostante lo sgombero avvenuto qualche giorno fa, i cittadini hanno continuato le loro attività all’aperto, con le guardie giurate all’interno. «Dal 28 settembre, giorno di riapertura de La Vida, ex Teatro Anatomico» si legge nel comunicato che spiega il senso della manifestazione «al 6 marzo, giorno in cui è stato posto sotto sequestro dalle autorità giudiziarie, si è riconosciuta una comunità che chiede con forza l'apertura alla collettività di spazi sociali condivisi e alla salvaguardia del patrimonio pubblico. La Vida è il simbolo della capacità di resistere alla privatizzazione della città. Abbiamo visto pezzi di città venduti al miglior offerente e trasformati in spazi di profitto turistico che svuotano la città del suo significato e dei suoi abitanti e la trasformano in un contenitore vuoto. Crediamo che un'altra città sia possibile».

Alla manifestazione in programma oggi parteciperanno anche l’associazione Poveglia per Tutti e altre associazioni che promuovono una città a misura di residente e non di turista.


 

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