«Caritas, noi disponibili ma gli spazi sono quelli»

Il Comune di Noale tende la mano nella ricerca tra i privati di una sede adeguata Sono i tagli fatti dalla Regione che hanno messo in forse gli aiuti ai bisognosi

NOALE. «C’è una convenzione in essere con Caritas di Noale per gli spazi di piazzale Bastia. Certo, se qualcuno ne ha di più capienti ben venga». Dopo la dura relazione del presidente della Caritas locale, Paolo Bortolato, che si è detto costretto a ridurre gli aiuti ai poveri anche per carenza di spazi, la sindaca Patrizia Andreotti tende la mano.

La questione è la seguente; nella relazione sul bilancio 2017, Bortolato ha parlato di «scelte drammatiche» e riduzione degli aiuti ai bisognosi per via della mancata concessione di contributi della Regione che non ha finanziato alcun progetto e l’abbandono forzato della vecchia sede all’interno dell’ospedale per motivi di sicurezza ravvisati dall’Usl, per trasferirsi agli ex bagni pubblici di piazzale Bastia.


«Lo spazio ristrettissimo messoci a disposizione dal Comune», si legge nella relazione, «ci costringerà a scelte drammatiche a tutto danno dei bisognosi, obbligandoci, contro ogni logica della Caritas e dei principi di umana solidarietà, a escludere gli assistiti non più residenti nel comune di Noale, e anche tra questi effettuare un taglio draconiano nella numerica. Come se le persone fossero numeri e la povertà e il bisogno potessero essere circoscritti territorialmente o discriminabili a piacimento secondo una nuova forma di razzismo culturale».

Da qui l’invito, che assomiglia molto a un appello, a trovare uno spazio più capiente degli attuali 40 metri quadri degli ex bagni pubblici. «Il grave problema logistico», ha detto Bortolato, «ha anche determinato la chiusura del servizio di raccolta e distribuzione di vestiti, servizio, tanto utile, gestito con cura e dedizione dalle nostre volontarie, che ci viene quotidianamente sollecitato sia dai cittadini che vorrebbero conferire il vestiario, sia dai bisognosi che ne traevano beneficio. Rimane l’amarezza nel dover constatare che mentre molti spazi sembrano sottoutilizzati o assegnati a organizzazioni certamente importanti e socialmente utili, per il nostro servizio ai poveri e ai più sfortunati, non si trova uno spazio per poter continuare l’attività. Eppure, sia la Parrocchia che il Comune la dichiarano di vitale importanza. Confidiamo, contro ogni logica, che qualche generoso cittadino possa supplire alla carenza degli enti che se ne dovrebbero far carico».

Andreotti condivide l’appello ma conferma l’impossibilità di avere altri luoghi. «Abbiamo trovato questa soluzione», replica, «e sappiamo bene come servirebbero edifici più grandi ma ci sono pure gli altri gruppi e la contrada Bastia si è spostata al piano superiore per fare posto. Li capisco e ben venga se qualcuno ha la possibilità di ospitarli».

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