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«Mio figlio ucciso da un attacco di cuore»

Il padre di Hamza, 16 anni, racconta fra le lacrime gli ultimi drammatici momenti: aveva pranzato, è caduto a terra in bagno»

VIGONOVO. «Ho visto mio figlio morirmi davanti agli occhi, abbiamo fatto di tutto per salvarlo ma, purtroppo per Hamza, non c’è stato nulla da fare». A dirlo fra le lacrime è Mohammed Briniss, il papà di Hamza Briniss il sedicenne morto a causa di un malore martedì scorso a Vigonovo nella sua abitazione in una palazzina di via Piemonte. L’uomo racconta quei drammatici momenti con lo strazio nel cuore. «Mio figlio, martedì pomeriggio, era tornato da scuola, aveva pranzato», continua Mohammed, ...

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VIGONOVO. «Ho visto mio figlio morirmi davanti agli occhi, abbiamo fatto di tutto per salvarlo ma, purtroppo per Hamza, non c’è stato nulla da fare». A dirlo fra le lacrime è Mohammed Briniss, il papà di Hamza Briniss il sedicenne morto a causa di un malore martedì scorso a Vigonovo nella sua abitazione in una palazzina di via Piemonte. L’uomo racconta quei drammatici momenti con lo strazio nel cuore. «Mio figlio, martedì pomeriggio, era tornato da scuola, aveva pranzato», continua Mohammed, «e improvvisamente, mentre si trovava in bagno, è caduto a terra. L’ho visto cianotico sul pavimento e ho subito chiamato in aiuto i familiari. Sono andato anche a chiamare il medico condotto, che abita qui vicino, giunto subito da noi, mentre aspettavamo l’arrivo del 118 e dell’ambulanza. Sono state fatte tutte le manovre rianimatorie possibili da parte degli operatori, ma, purtroppo per mio figlio, non c’era più nulla da fare. Non credo che ad ucciderlo sia stata l’asma è caduto a terra repentinamente, mi sembrava più un attacco di cuore. Non aveva mai avuto comunque gravi problemi di salute. Per la morte di mio figlio ho ricevuto l’affetto di tutta Vigonovo».

A far visita alla famiglia, ieri mattina, è arrivato anche il sindaco, Andrea Danieletto. Dieci giorni fa il giovane Hamza era andato al Pronto soccorso di Dolo per una bronchite, ma le sue condizioni cliniche non erano apparse gravi e per questo era tornato a casa. Hamza frequentava l’istituto alberghiero di Abano ed era anche il portiere della formazione allievi di calcio del Saonara Villatora. Hamza Briniss era un ragazzo perfettamente integrato nel tessuto sociale di Vigonovo, era nato a Dolo nel 2001.

Il papà Mohammed è arrivato in Italia nel 1995 dal Marocco e lavora come operaio in un’azienda della zona. La mamma invece è casalinga. Sul posto martedì erano arrivati anche i carabinieri della Compagnia di Chioggia per ricostruire le ore precedenti al decesso del giovane e per capire quali erano le condizioni di salute del ragazzo. Intanto, la magistratura ha disposto l’autopsia del giovane che sarà fatta oggi dal medico Antonello Cirnelli all’obitorio dell’ospedale di Dolo. Il corpo del giovane, che lascia oltre ai genitori anche tre fratelli, di cui uno che risiede all’estero, sarà portato in Marocco per la sepoltura. Ieri per tutta la giornata sono arrivati amici e parenti per dare affetto alla famiglia colpita dal lutto ed esprimere vicinanza.

«Mio figlio», ricorda ancora il papà Mohammed, «era una ragazzo che amava molto lo sport e che non ci aveva mai dato problemi di alcun tipo. Era un ragazzo davvero a posto con tantissimi amici a scuola e in paese. Quando ci sarà dato il via libera dalla magistratura faremo una breve cerimonia funebre (di rito islamico) qui in Veneto per ricordarlo, ma poi Hamza sarà sepolto dove ci sono i nostri parenti, in un paese vicino a Rabat, area da dove siamo originari». Anche sul profilo facebook del sedicenne, sono continuati ieri per tutto il giorno messaggi di cordoglio e affetto a lui indirizzati.

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