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La Vida sgomberata vive all’aperto

Accampamento “sociale” e notti all’addiaccio, sabato manifestazione cittadina

“La Vida non si sgombera, La Vida vive ovunque!”.

I cartelli elettorali di campo San Giacomo sono diventati il “Muro della Vida” e fanno da sponda all’accampamento di tende, giochi per bimbi, tavoli dove mangiare in compagnia o disegnare: un centro civico a cielo aperto, dopo che lunedì mattina - dopo cinque mesi di occupazione-liberazione dell’ex trattoria, da parte di associazioni e comitati di residenti - la Polizia ha sgomberato lo stabile, su ordine del giudice di pace, con la Regione ch ...

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“La Vida non si sgombera, La Vida vive ovunque!”.

I cartelli elettorali di campo San Giacomo sono diventati il “Muro della Vida” e fanno da sponda all’accampamento di tende, giochi per bimbi, tavoli dove mangiare in compagnia o disegnare: un centro civico a cielo aperto, dopo che lunedì mattina - dopo cinque mesi di occupazione-liberazione dell’ex trattoria, da parte di associazioni e comitati di residenti - la Polizia ha sgomberato lo stabile, su ordine del giudice di pace, con la Regione che si dice pronta a consegnare i locali all’imprenditore Alberto Bastianello, che li ha comprati per un milione di euro, all’asta pubblica.

Così gli animatori della Vida l’hanno trasferita in campo, con un presidio giorno e notte: ieri pranzo all’aperto e la presentazione di un libro, poi in cinque, sei a dormire con i sacchi a pelo sotto il tendone. I vigili urbani passano, chiedono che accade, poi se ne vanno.

Gli abitanti di campo San Giacomo, l’Antico teatro dell’Anatomia, comitati di cittadini non si danno per vinti e hanno organizzato per sabato pomeriggio una manifestazione, già autorizzata dalla Questura. «Partiremo da campo San Giacomo alle 15», racconta uno dei portavoce di questa esperienza, Mario Santi, «per toccare tutti i punti “istituzionali” di questa storia, dai quali ci aspettiamo volontà di dialogo e apertura. Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto, poi Ca’ farsetti con il Comune, per attraversare la città fino a campo San Geremia, dove c’è la Rai, che in qualche modo rappresenta un’istituzione statale. Ricorderemo agli amministratori, che Venezia non ha bisogno di un altro ristorante, ma di un luogo di aggregazione e cultura: e abbiamo dimostrato che i cittadini lo sanno fare». Ieri, intanto, è giunta anche la solidarietà della Cgil. «E’ stato piuttosto inquietante e umiliante vedere i peluche dei bambini e i loro giocattoli buttati fuori su campo Aan Giacomo da l’Orio», commenta il segretario Enrico Piron, «lo sgombero del Teatro dell’Anatomia ha segnato una delle pagine più emblematiche della nostra città. Venezia è spaccata in due. Da una parte gli interessi legati al turismo, dall’altra una popolazione che ha ancora voglia di cultura e socialità, cittadini che vogliono avere una città vivibile. E’ possibile anteporre sempre gli interessi speculativi al bene collettivo, al tessuto connettivo, alle persone che vivono e frequentano la piazza? I luoghi di socializzazione sono fondamentali. Regione e Comune si mettano d’accordo - finalmente- per un percorso serio di valorizzazione delle istanze culturali e di socializzazione». (r.d.r.)