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Donne è sciopero globale Actv, trasporti a rischio

Città tappezzata di manifesti con le frasi di tutti i giorni: «Sessismo maschilista» Corteo alle 12, l’adesione di Usb scatena la rete: «Senza diritti e senza servizi»

L’8 marzo è ancora in grado di dividere gli animi. Oggi è il giorno dello Sciopero globale delle Donne, indetto in tutto il mondo dalle organizzazioni femministe per puntare il dito contro una società che è ben lontana dall’uguaglianza tra i sessi, si tratti di lavoro, gestione della famiglia, rapporti di coppia.

A Venezia l’appuntamento è alle 12 al Ponte degli Scalzi, con lo slogan «dal #metoo al #wetoogether: riprendiamoci le calli, i campi, i ponti della nostra città». E, ancora, alle 18. ...

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L’8 marzo è ancora in grado di dividere gli animi. Oggi è il giorno dello Sciopero globale delle Donne, indetto in tutto il mondo dalle organizzazioni femministe per puntare il dito contro una società che è ben lontana dall’uguaglianza tra i sessi, si tratti di lavoro, gestione della famiglia, rapporti di coppia.

A Venezia l’appuntamento è alle 12 al Ponte degli Scalzi, con lo slogan «dal #metoo al #wetoogether: riprendiamoci le calli, i campi, i ponti della nostra città». E, ancora, alle 18.30 a Marghera, al sottopasso della stazione per la “Passeggiata femminista, antirazzista e antifascista». Uno sciopero «per il rifiuto della violenza maschile in tutte le sue forme, perché pretendiamo una trasformazione radicale della società», si legge nel Manifesto di Non Una di Meno, «scioperiamo contro la violenza economica, la precarietà e le discriminazioni, i ruoli sociali imposti, i rapporti di potere che generano molestie e violenze. Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale e gratuito. Vogliamo autonomia e libertà di scelta».

Uno sciopero vero, al quale ha aderito anche Usb: così sono a rischio corse Actv, non ci sarà la raccolta differenziata nelle isole, potrebbero esserci assenze tra gli insegnanti o maestre d’asilo. A sorpresa. Astensione nazionale (e per chi vi aderisce, ovviamente, implica la rinuncia ad un giorno di paga) che però ha scatenato in rete in una ridda di proteste per i servizi “negati” ai cittadini, anche da parte di molte donne: i figli andranno a scuola? Ci sarà l’autobus per andare al lavoro? I trasporti di legge - fa sapere Avm/ Actv - saranno comunque garantiti: bus e tram ci saranno nelle consuete fasce studio-lavoro 6-8.59 e 16.30 -19.29. Sempre garantiti i collegamenti tra isole e città.

«Ci fermiamo per guardare a un futuro del mondo del lavoro che veda la donna al centro dell'attenzione, perché oggi, dopo il lavoro torna a casa dove la aspetta una casa da curare, una cena da preparare e dei figli da accudire», spiega il delegato veneziano Usb Trasporti, Alberto Cancian, «e per protesta contro il femminicidio e le violenze di tipo fisico, psicologico e morale nei confronti di donne e lavoratrici. Ma anche per contestare discriminazioni sui posti di lavoro e lottare per la parità salariale».

Di pregiudizi e luoghi comuni a carico delle donne è pieno il quotidiano di tutte. Per dimostrarlo, in vista dello sciopero di oggi, “Non Una Di Meno” ha dato voce ai muri di Venezia, tappezzandoli con le frasi di ogni giorno. Violente, ma così ripetute da essere vissute come “normali”: Ma va là che le piace, Esagerata!, Non essere acida: hai le tue cose? Se scopassi di più, saresti più tranquilla, Non fare la femminuccia, Zitta, devi stare zitta! E via dicendo.

«Volevamo dimostrare quanto il linguaggio sessista sia molto presente nella nostra quotidianità e quanto questo renda difficile riconoscere la violenza, la discriminazione che tutt’ora esiste, saperla raccontare, proprio perché abituate a viverci a contatto», spiega Teresa, «sono frasi sintomatiche di quanto maschilismo e sessismo siano così dentro alla nostra cultura, che persino le stesse donne talvolta non riconoscono la violenza, declinata in mille forme, dal linguaggio dal mobbing sul lavoro allo stalking, alla violenza psicologica ai drammi del femminicdio».