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Dopo le gelate rimangono le buche

Formate voragini sul ponte girevole, pontelongo e al mercato ittico

CHIOGGIA. Se la situazione delle strade chioggiotte è da tempo piuttosto critica, dopo le gelate e la neve dei giorni scorsi, le condizioni dell’asfalto di molte arterie cittadine sono ai limiti della percorribilità. Ovunque si sono aperte buche diventate in poco tempo voragini, mettendo a rischio le parti meccaniche delle automobili e, soprattutto, l’incolumità di chi decide di muoversi in moto o in bicicletta.

A Borgo San Giovanni si possono notare buche profonde sulla strada che porta ve ...

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CHIOGGIA. Se la situazione delle strade chioggiotte è da tempo piuttosto critica, dopo le gelate e la neve dei giorni scorsi, le condizioni dell’asfalto di molte arterie cittadine sono ai limiti della percorribilità. Ovunque si sono aperte buche diventate in poco tempo voragini, mettendo a rischio le parti meccaniche delle automobili e, soprattutto, l’incolumità di chi decide di muoversi in moto o in bicicletta.

A Borgo San Giovanni si possono notare buche profonde sulla strada che porta verso i complessi scolastici, raggiunti dagli studenti in bici o in moto anche nei mesi invernali. Enorme poi la voragine che si è aperta al centro della carreggiata sul ponte Cavanis, il famoso “pontelongo” che collega Chioggia alla terraferma. Già in precedenza proprio su questo tratto erano state segnalate delle buche coperte in qualche maniera da bitume che però si è staccato dal sedime stradale con le prime piogge. Non va meglio sul ponte girevole che sovrasta il canale San Domenico: qui oltre alle buche si sono pure allentati i giunti in ferro posizionati alle estremità che vibrano sotto il passaggio delle automobili. Buche che continuano davanti al mercato ittico, sulla riva di via Poli con i carrelli elevatori costretti ad autentiche gimkane per non finire pericolosamente con le ruote dentro a solchi talmente profondi che rischiano di far ribaltare gli stessi mezzi condotti dagli operatori del mercato.

Voragini profonde anche sul ponte dell’Isola dell’Unione che diventano micidiali quando si riempiono di acqua a causa della pioggia e diventano difficilmente individuabili dai ciclisti. Ridotte a gruviera anche via San Marco, via Roma, via del Boschetto, via Marco Polo, via Pigafetta e tante altre. Per non parlare del lato est di via Pisani nel tratto tra via Marco Polo e via Vespucci, forse la più malridotta dell’intera rete urbana. Eppure l’assessora all’urbanistica Elga Messina aveva promesso che il programma delle asfaltature sarebbe partito al massimo nella prima decade di novembre, ma dei lavori finora non vi è traccia.

Daniele Zennaro