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Tentato omicidio al bar Centrale chiesti 4 anni e 6 mesi

L’accusa sostiene che Lingwei Zhan non tentò di difendersi La vittima colpita all’addome con una lama di 22 centimetri

SCALTENIGO. Secondo il pubblico ministero Roberto Terzo, quella coltellata sferrata dal barista del bar Centrale di Scaltenigo all’indirizzo di un cliente non era un gesto per difendersi da un’aggressione ma nascondeva una volontà omicidiaria. Per questo ieri, al termine della requisitoria davanti al giudice per l’udienza preliminare Alberto Scaramuzza, il sostituto procuratore ha chiesto che Lingwei Zhan, cinese classe 1981 residente a Mirano, venga condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusion ...

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SCALTENIGO. Secondo il pubblico ministero Roberto Terzo, quella coltellata sferrata dal barista del bar Centrale di Scaltenigo all’indirizzo di un cliente non era un gesto per difendersi da un’aggressione ma nascondeva una volontà omicidiaria. Per questo ieri, al termine della requisitoria davanti al giudice per l’udienza preliminare Alberto Scaramuzza, il sostituto procuratore ha chiesto che Lingwei Zhan, cinese classe 1981 residente a Mirano, venga condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per tentato omicidio e porto abusivo di armi. L’imputato ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato che consente di beneficiare dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Diversa la versione della difesa: secondo l’avvocato Alberto Furlanetto, Zhan sarebbe stato vittima di una aggressione da parte del cliente nella quale avrebbe visto a repentaglio la sicurezza della propria famiglia. Per questo il legale ha invocato la legittima difesa e chiesto la derubricazione del reato contestato a lesioni colpose. Non ci sarebbe stata, insomma, la volontà di uccidere. Quel cliente non voleva pagare l’ennesima consumazione e ne è nato un parapiglia tra il titolare del locale e lo stesso avventore.

Il cliente romeno aggredito, che si è costituito parte civile con l’avvocato Stefano Marrone, ha chiesto un risarcimento di 100mila euro per i danni subìti in seguito a quell’episodio. Il giudice Scaramuzza leggerà il dispositivo nell’udienza fissata per il 26 marzo.

L’episodio risale alla metà di giugno. La scintilla sarebbe scattata perché il romeno si era presentato al bar con alcuni amici, pretendendo di bere senza pagare come peraltro avrebbe fatto qualche giorno prima. Dinnanzi al diniego del barista, il cliente sarebbe scattato e ne sarebbe nata una colluttazione che dall’interno del bar si era spostata sul plateatico. Era stato a quel punto che il cinese era rientrato nel locale, aveva preso dal bancone un coltello da cucina lungo 22,5 centimetri che poi aveva piantato nell’addome del romeno, provocandogli una gravissima ferita a seguito della quale era stato necessario un intervento d’urgenza per l’asportazione di 30 centimetri di intestino.

Il video di una telecamera di sorveglianza ha ripreso la scena. Ma, secondo il difensore di Lingwei Zhan, ci sarebbe stata una fase della colluttazione che non sarebbe stata immortalata. Il cinese, poi, ha anche un trauma cranico - che è stato refertato dai medici - e non è chiaro quando se lo sia provocato.

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