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Svastiche, gli autori sono minorenni

La Digos ha identificato i giovani che hanno imbrattato i muri della sede della cooperativa sociale Gea in via Miranese

di Carlo Mion
1 minuto di lettura

Scritte e simboli nazisti fatti sotto la sede della cooperativa Gea di via Miranese, secondo la Digos si tratterebbe dell’azione di un gruppo di ragazzi. Giovani, anche minorenni che, non è chiaro per ora per quale motivo, stanno usando simboli e scritte che richiamano ad un passato tragico. Ragazzi attratti da questi simboli. Per il momento non ci sono elementi per dire se dietro ai ragazzi c’è qualcuno che li sta usando per compiere queste azioni. Comunque la situaziozne è tenuta sotto controllo dalla polzia che non trascura nessun accertamento. Successivamente, una volta identificati con precisione, saranno presi nei loro confronti dei provvedimenti.

Per il momento non sono emersi elementi per collegare quelle scritte all’attentato contro la sede del centro culturale “Tutti in Piedi” compiuto in villaggio San Marco la notte del 31 gennaio. Su questo episodio la Digos ha difficoltà a indagare in quanto i responsabili del centro culturale non hanno voluto sporgere denuncia. L’unica cosa che lega i due episodi è il fatto che la cooperativa si occupa di profughi e nella sede di “Tutti in Piedi”, il venerdì pomeriggio, viene organizzato un doposcuola per bambini delle scuole elementari frequentato da molti ragazzini stranieri, figli di immigrati da poco in Italia. Ma non solo, ci sono anche italiani. Quella notte chi ha sentito i due botti e ga visto le fiamme e il fumo garantisce che si trattava di due molotov lancoiate contro la saracinesca. Altri parlano di due bombe carta tipo quelle lanciate contro la polzia nelel manigestazizoni o usate neglòi styadi dagli ultras, Sta di fatto che ilo notto è stato gorte e ha danneggiato la porta d0infressod ella struttura.

I respsoaanbili del centro però non hanno voluto denunciare l’accaduto e tantomeno dire, agli investigatori della Digos, se hanno subito minacce o altri episodi simili.

L’ultimo atto vandalico contro la Gea, con scritte neonaziste, è stato scoperto lunedì 19 febbraio, sul muro esterno della cooperativa, nella sede di via Miranese. Non è purtroppo un episodio isolato: era già successo il 13 novembre e il 17 novembre 2017. Sui muri della sede della cooperativa, in via Monteverdi a Marghera, e poi ancora sulla fiancata di un’autovettura aziendale, erano apparse scritte neonaziste.

Il 19 febbraio il fatto si è ripetuto a Mestre. La Cooperativa sociale Gea spiega di aver denunciato tutti gli episodi alle forze dell’ordine, che si sono immediatamente attivate per fare luce sulla vicenda. Per la cooperativa le azioni vandaliche sarebbero da ricondurre all’attività di accoglienza alle persone richiedenti protezione internazionale, nell’ambito di convenzioni con la Prefettura di Venezia e Treviso, che sono in corso di svolgimento.

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