Ecco i fenicotteri la laguna è rosa

Ottomila esemplari: non si erano mai visti prima Nella “Camargue italiana” censite 186 specie di uccelli

Venezia, la magia dei fenicotteri rosa sulla laguna

VENEZIA. Fenicotteri in laguna Nord. Tanti, come non se n’erano mai visti. Venuti in laguna dove l’acqua è salata e ghiaccia più lentamente, i bassi fondali sono carichi di cibo anche dal vicino Delta del Po. A cercare rifugio in un habitat più sicuro in questi giorni di gelo e di maltempo. Nuvole rosa sull’acqua, a pochi metri dai centri abitati di Burano e Torcello. Uno spettacolo fermato in questi giorni dall’obiettivo di appassionati fotografi naturalisti. «Una presenza che abbiamo riscontrato molto consistente», conferma Mauro Bon, ornitologo e specialista di aviofauna del Museo di Storia Naturale, «i fenicotteri sono una presenza recente in laguna. Sono arrivati una decina di anni fa. Ma in questi giorni ne abbiamo contati oltre 8 mila». Una conferma di come la laguna, fermato in parte l’inquinamento del bacino scolante e delle acque, sia tornata ad essere un luogo dove le specie si riproducono, nidificano e svernano. Con qualche malumore da parte dei proprietari delle valli da pesca. «Li allontanano spesso», segnalano gli studiosi, «perché fanno concorrenza alle specie utili per la caccia, cioè gli anatidi». Dove ci sono gli aironi non possono stare mazzorini e germani reali, anche perché d’inverno il cibo scarseggia.


Ma adesso dopo qualche anno di crisi la laguna, in particolare la parte Nord, è diventata quasi una Camargue italiana. Le specie di uccelli censite dai ricercatori sono aumentate rispetto a qualche anno fa.

Adesso sono 186 - erano 174 negli anni Novanta - con alcune nuove entrate. Come appunto il fenicottero, il falco pellegrino, la ghiandaia marina, il cuculo dal ciuffo, il cigno nero, la casarca, la moretta tabaccata, l’airone guardabuoi, la beccaccia, il chiurlo maggiore, la rondine montana, il forapaglie comune, la cornacchia nera. Dati raccolti nel volume realizzato proprio da Mauro Bon e dal fotografo Emanuele Stival sugli uccelli nidificanti e svernanti della laguna di Venezia.

Campagna di osservazione e di censimento che continua. «Gli uccelli acquatici in tutta la laguna sono oggi circa 450 mila», dice Bon, «i fenicotteri contati 8.500 circa, e questa è la grande novità, perché fino al 2006 era rarissimo avvistarli.


Più abbondante la presenza degli anatidi, compresi i mazzorini e i germani reali. Sono circa 200 mila, quasi la metà del totale, gli esemplari di Alzavola (“sarsegna” in vernacolo). «Tra le specie più rare», continua il ricercatore, «da segnalare quest’anno una presenza numerosa, quasi eccezionale dell’oca lombardella, circa 10.000».

Ci sono anche vere rarità come il gabbiano roseo (un solo esemplare avvistato), il piovanello violetto, anche questo isolato, e il cigno minore (5).

Spesso i ricercatori, accompagnati dalla Polizia provinciale e dai volontari dell’Associazione faunisti veneti - che coordina i censimenti dal 1993 - percorrono la laguna, i ghebi e i canali interni alla ricerca di specie di uccelli.

«Una situazione molto buona», spiega Bon, «perché anche se questi uccelli sono oggetto in qualche caso di azioni di disturbo da parte degli allevatori delle valli, alla fine il loro numero è comunque aumentato». Significa che la laguna è tornata ad essere un ambiente naturale di prima qualità. Terre emerse, ghebi, barene ospitano esemplari fino a qualche anno fa rarissimi.

Ci sono anche gli aironi cinerini e gli aironi bianchi, le più comuni garzette, i cormorani, anch’essi visti quasi come “nemici” dai gestori delle valli da pesca perché si nutrono di pesce e ne consumano decine di chili al giorno.

Cosa ha provocato il freddo di questi giorni sull’equilibrio faunistico della laguna. «Ci sono stati alcuni avvistamenti di uccelli morti», dice Luca Mizzan, direttore del Museo di storia naturale, «cormorani e garzette soprattutto, ma un numero che rientra nella norma di questa stagione. Il fatto che la laguna non sia gelata ha aiutato molto». Nonostante la neve, insomma, gli uccelli hanno trovato rifugio e riparo nelle migliaia di ettari di laguna, in inverno poco frequentate da diportisti e pescatori. 450 mila abitanti “molto speciali” che contribuiscono allo sviluppo dell’equilibrio naturale, appena disturbati dal fattore antropico e dall’inquinamento.



Così ai tanti coraggiosi che si avventurano in questi giorni in barca in laguna muniti di macchina fotografica con teleobiettivo, lo spettacolo è garantito. Uccelli di ogni tipo ricordano come la laguna, nonostante i tanti interventi degli ultimi decenni, resti un ambiente ideale per lo svernamento e la nidificazione delle specie.



Negli specchi lagunari infatti molte specie hanno scelto di rimanere anche nella stagione più rigida. Nelle oasi più vicine - come il Delta del Po - le basse temperature hanno provocato molti più problemi, con l’acqua dolce del grande fiume trasformata in ghiaccio in poche ore.

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