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Svastiche contro la Gea, è la terza volta

La cooperativa sociale si occupa di accoglienza a migranti. Il cda interviene: «Ora siamo preoccupati»

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«La Cooperativa sociale Gea esprime viva preoccupazione per le scritte neonaziste apparse nuovamente sui muri esterni agli uffici della Cooperativa». Ancora un atto vandalico, con scritte neonaziste, è stato scoperto l’altro ieri, lunedì, sul muro esterno della cooperativa sociale di Mestre, nella sede di via Miranese. Non è purtroppo, un episodio isolato: era già successo il 13 novembre e il 17 novembre 2017. Sui muri della sede della cooperativa, in via Monteverdi a Marghera, e poi ancora sulla fiancata di un’autovettura aziendale, erano apparse scritte neonaziste. Lunedì il fatto si è ripetuto a Mestre. La Cooperativa sociale Gea spiega di aver denunciato tutti gli episodi alle forze dell’ordine, che si sono immediatamente attivate per fare luce sulla vicenda. Per la cooperativa le azioni vandaliche sarebbero da ricondurre all’attività di accoglienza alle persone richiedenti protezione internazionale, nell’ambito di convenzioni con la Prefettura di Venezia e Treviso, che sono in corso di svolgimento.

L’intero consiglio di amministrazione della Gea, con l’amministratore delegato e direttore Francesca Gambadoro, in un comunicato, ribadisce di «nutrire forte preoccupazione per quanto accaduto, nella convinzione che, nel particolare momento storico che oggi si sta vivendo non solo nel territorio veneziano, ma sull’intero territorio nazionale, episodi di tal genere non possano che contribuire ad innalzare la tensione pregiudicando, viceversa, un sereno e produttivo dialogo volto ad affrontare con incisività e competenza le pressanti questioni legate all’accoglienza». Ma questi episodi non fermeranno di certo il lavoro della cooperativa nell’accoglienza di richiedenti protezione internazionale e nel dialogo con istituzioni e città.

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