Paolo Pepper, robot tuttofare alla reception

Programmato per parlare 38 lingue è in gradi di rispondere alle domande più frequenti dei turisti

Anche il settore alberghiero fa i conti con lo sviluppo tecnologico. Tanto che, presto o tardi, alla reception saremo accolti da “Paolo Pepper”, un robot umanoide in grado di interagire con i clienti e di rispondere alle richieste più semplici. L’innovazione è stata presentata ieri durante il Venice Market Hotel organizzato dall’Ava. A sviluppare il progetto è stata l’azienda padovana Jampaa, che ha implementato le capacità del software, sviluppando un’idea nata dal Ciset di Ca’ Foscari. “Paolo Pepper”, questo il nome del robot alto un metro e venti, ha dato prova delle sue abilità davanti a una sala gremita e incredula davanti alle sue capacità. Programmato per fare da receptionist, il robot interagisce con gli esseri umani e, grazie al “machine learning” (sistema che fornisce ai computer l'abilità di apprendere senza essere stati esplicitamente programmati), è in grado di rispondere a domande come “a che ora è la colazione?”, “mi chiami un taxi?”, “quale ristorante mi consigli?”. In più, è programmato per imparare fino a un massimo di 38 lingue diverse. Un’intelligenza artificiale in grado di liberare risorse umane da destinare a mansioni più creative e strategiche. «Il 73% delle ore impiegate nel settore dell’ospitalità e della ristorazione» hanno spiegato Mauro Puttolu e Marco Vescovi di Jampaa. «Potrebbe essere automatizzato. Quasi la metà delle attività, infatti, sono di routine. Come ad esempio, il check in, il check out, le pulizie. Ormai la tecnologia ha fatto passi da gigante: le macchine di una volta eseguivano meccanicamente sempre gli stessi movimenti, oggi sono in grado di decidere autonomamente in base a precisi calcoli e di svolgere anche lavori più intellettuali». In sostituzione di cartelloni freddi e poco empatici, un Pepper alla reception di un hotel sarà già in azione tra un paio di settimane al Parc Hotel di Peschiera del Garda. A metà marzo, invece, nel centro commerciale Elnos di Brescia ci sarà il primo assistente di vendita automatizzato in una concessionaria Opel. Pepper costa 35 mila euro, Elf (il fratello più tecnologico ma meno attraente) invece ne costa 15 mila. Non alla portata di tutti, anche se garantisce un orario di lavoro di 24 ore e di ferie ne fa poche. Vedremo Pepper anche negli alberghi veneziani? «Sì, c’è la concreta possibilità che ciò avverrà nel futuro» garantisce Mauro Puttolu, «intorno al robot c’è stata grandissima curiosità e non è stato visto come una minaccia per i lavoratori». Un po’ di scetticismo, invece, dai vertici dell’Ava: «Vediamo di buon occhio ogni innovazione» assicura la tesoriera Lorenza Lain, «ma il rapporto umano, soprattutto per certe mansioni, rimane sempre da privilegiare. Anche in albergo». (e.p.)



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