Aspettativa di vita, 83 anni: Venezia tra le prime 15 città a Nordest. Più elevata per i laureati

Anziani: nel Veneziano si vive in media 83 anni

Osservatorio nazionale sulla salute pubblica: penalizzato in media di 5 anni chi ha un basso livello di istruzione

VENEZIA. Il luogo di residenza e il livello di istruzione hanno un ruolo fondamentale nell’aspettativa di vita. Lo conferma uno studio condotto dall’Osservatorio nazionale sulla salute pubblica delle regioni italiane.

La provincia di Venezia in questo contesto è tra le prime quindici del nordest, con una speranza media di vita alla nascita che si attesta a 83,1 anni, soltanto di qualche mese inferiore alle altre province venete, fatta eccezione per quella limitrofa di Rovigo. Spicca poi la differenza di aspettativa di vita in base al livello di scolarizzazione.


Chi non ha un diploma o solo la licenza elementare arriva appena a 77 anni, chi una laurea supera gli 82. Tra le donne la forbice passa tra 83 a quasi 86 anni.



Al nord, in generale, la speranza di vita è infatti più alta rispetto a quella delle regioni meridionali italiane, così come l’avere una laurea oppure solo un diploma elementare. Queste disuguaglianze sono accentuate dalle difficoltà talvolta di accesso ai servizi sanitari che penalizzano la popolazione di livello sociale più basso, con un impatto significativo sulla capacità di prevenire o di diagnosticare rapidamente le patologie. Insomma, per l’Osservatorio, il Servizio sanitario nazionale assicura la longevità degli italiani, ma non l’equità sociale e territoriale.

«Il Servizio sanitario nazionale oltre che tutelare la salute, nasce con l’obiettivo di superare gli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del Paese», commenta Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio. «Ma su questo fronte i dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche. Troppe e troppo marcate le differenze regionali e sociali, sia per quanto riguarda l’aspettativa di vita sia per la presenza di malattie croniche».

I dati proposti dallo studio evidenziano come nel 2017, ad esempio, in Campania gli uomini vivono mediamente 78, 9 anni e le donne 83, 3; nella provincia autonoma di Trento 81, 6 gli uomini e 86, 3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nelle regioni del Nordest, dove la speranza di vita per gli uomini è 81, 2 anni e per le donne 85, 6, decisamente inferiore nelle regioni del Mezzogiorno, nelle quali si attesta a 79, 8 anni per gli uomini e 84, 1 per le donne.

Da qui l’appello che lancia l’Osservatorio, che evidenzia la necessità di disporre di politiche urgenti che assicurino risorse per colmare il divario e rendere universale il diritto alla salute.

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