In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

«Causò l’incidente mortale a Jesolo: condannatelo a tre anni»

Alla guida di una Bmw si schiantò contro un furgone sui cui viaggiavano Antonio Ferro e Michele Costantini, morirono entrambi. Ieri le richieste del pm contro il guidatore dell'auto, l'immobiliarista jesolano Antonio De Alteriis. L'accusa: "Uscito da una festa andava in curva a 120 all'ora". Sentenza il 3 aprile

di Rubina Bon
2 minuti di lettura

JESOLO. Si era difeso davanti alla giudice monocratica Sara Natto sostenendo di aver avuto un malore alla guida della sua Bmw station wagon, andandosi così a schiantare contro il furgone su cui viaggiavano Antonio Ferro, 50 anni di Cavallino, alla guida, e Michele Costantini, 62 anni di Ca’ Savio, come passeggero.

All’alba di quel 20 luglio 2013 i due erano diretti al mercato del pesce di Venezia. «Il malore è una ipotesi che non ha trovato fondamento. C’è stato invece un brevissimo e fatale colpo di sonno», ha detto la pubblico ministero Alessia Tavarnesi durante la requisitoria, «L’imputato era stanco dopo il lavoro, era stato a una festa, alle 3 si era messo in auto».

Non lontano dalla rotatoria di Santa Maria di Piave, la duplice tragedia della quale è accusato Antonio De Alteriis, agente immobiliare jesolano di 44 anni, a processo per omicidio colposo. La pm ha chiesto la condanna dell’imputato a 3 anni di reclusione, non concedendo le attenuanti generiche per l’atteggiamento tenuto durante il processo, «negando sempre cose particolarmente contraddittorie», ha detto la rappresentante della Procura.

Nel corso della requisitoria è stata affrontata la questione del tasso alcolemico di De Alteriis: alle 5.45 di quel giorno, sottoposto alle analisi in ospedale, il tasso alcolemico era risultato di 0,48 grammi per litro di sangue, dunque al di sotto del limite di 0,50. Ma l’incidente era successo alle 4 e quindi tra lo schianto e il momento del prelievo era trascorsa 1 ora e 45 minuti. «Con ragionevole certezza si può dire che al momento dell’incidente fosse oltre il limite», ha chiarito la rappresentante della Procura, pur specificando che all’imputato non può essere contestata la guida in stato di ebbrezza.

«L’intera vicenda di queste due morti è stata vissuta dall’imputato sul filo dell’azzardo», ha esordito l’avvocato Simone Zancani, che con Guido Simonetti difende gli eredi di Ferro, costituitisi parte civile nel processo, «È un azzardo bere per tutta la sera, fare le ore piccole e mettersi in auto sapendo di aver bevuto. Le persone che in modo sciagurato decidono di guidare in quello stato, almeno vanno piano. De Alteriis invece andava in curva a 120 all’ora. Invece di portare un cero alla Madonna della Salute, l’imputato ha deciso di venire in aula per raccontare una storia incredibile, piena di invenzioni come ad esempio quando ha parlato del malore».

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Scontro frontale all’alba muoiono due pescatori]]

L’avvocato Zancani ha chiesto la condanna dell’imputato «per il duplice omicidio e per averci costretto a un processo di questo tipo, che invece si sarebbe dovuto chiudere in udienza preliminare». La famiglia Ferro ha di recente ottenuto una sentenza del giudice civile che dispone un risarcimento consistente. Gli eredi di Costantini, rappresentanti dall’avvocato Augusto Palese, non si erano costituiti nel procedimento penale perché già risarciti. Il difensore dell’imputato, Alfredo Traversa, non era presente. La sentenza il 3 aprile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

I commenti dei lettori