Il Consiglio vota sì al palazzetto: i Cinque Stelle stanno con il sindaco

Colpo di scena finale dopo un lungo dibattito tra le proteste del pubblico. Pd, Casson e Scarpa: «No al documento»

MESTRE. Alla fine il consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni per chiarire la vicenda Pili si conclude con un colpo di scena, inatteso. I Cinque Stelle - parte dell’opposizione critica all’affaire Pili - votano a favore dell’ordine del giorno della maggioranza che dice sì al palasport a Marghera.

Favorevoli 23, contrari 6 è il verdetto finale di un lungo consiglio, scandito anche dalle contestazioni del pubblico ai consiglieri di opposizione (platea di tifosi Reyer e sostenitori del sindaco, compresi consiglieri fucsia). Il documento della maggioranza di centrodestra dice un sì preventivo al palasport ai Pili «viste le destinazioni e le potenzialità urbanistiche dell’area pienamente coerenti con la possibilità di realizzare impianti sporti moderni e efficienti». In attesa di vedere svelati i progetti, che ancora non ci sono, dice il sindaco.



«Non siamo ideologicamente avversi alle prospettive di sviluppo», spiega Davide Scano, motivando l’appoggio con una serie di modifiche al testo. «Il progetto verrà valutato. Abbiamo perplessità sugli aspetti viabilistici, sulla mobilità», continua Scano, «ma vogliamo andare a vedere le carte, valutando il progetto senza pregiudizi».



«Non siamo contro la realizzazione di un palazzetto o di uno stadio da calcio, sia chiaro ma non ci convincono alcune parti del documento. Chiedere al consiglio un parere preventivo positivo è infondato», ribadisce il senatore Felice Casson (Leu) che il consiglio straordinario l’aveva chiesto per primo per «sapere se ci sono speculazioni ed eliminare conflitti di interesse e vorrei vedere il documento inviato a Porta di Venezia il 24 febbraio 2017, in attesa che muri di gomma e struzzi al Ministero vengano meno». Le perplessità restano, ribadisce: la mancanza di valutazione di alternative che permetterebbero una realizzazione più veloce (vedi il Petrolchimico o il Quadrante di Tessera, ndr); i tempi lunghi di modifiche urbanistiche al verde urbano attrezzato e terminal previsti da Pat e Prg e la direttiva Seveso III, che «comprende anche l’area a ridosso del ponte della Libertà, e i Pili ovviamente».

Scarpa e Serena (Gruppo misto) restano pure loro contrari. «Non si parla di caratterizzazione preventiva dei terreni e non si discute su eventuali alternative. Per i Cinque Stelle questo documento può andare ma a noi no», ribadisce Scarpa. «Un palasport è una opportunità per la città per lo sport e gli spettacoli. Ma non sono convinto che i Pili siano la soluzione più veloce per dare risposta a questa necessità. Questioni ambientali, trasportistiche e urbanistiche rendono impossibile un parere preventivo», ribadisce Nicola Pellicani e pure il Pd vota contro (assente Ferrazzi, impegnato a Roma, che invia una nota sulle criticità del progetto). Alle 21.20 il voto, poi tutti a casa. Anche la Coppa della Reyer, rimasta fino all’ultimo sullo scranno del sindaco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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