Piazza a numero chiuso «Modello da replicare»

Ventimila a San Marco, tremila in piazzetta. Il prefetto: la gente ha capito

La prima di Piazza San Marco a numero chiuso è andata. Ieri è ufficialmente iniziato il Carnevale di Venezia con 20 mila spettatori al Volo dell’Angelo, come aveva deciso il Prefetto Carlo Boffi. Domenica prossima, per il volo dell’Aquila, si replica. Si temevano ingorghi, tensioni e problemi di ordine pubblico per le persone che, arrivate in città, non potevano entrare a vedere il volo. Nulla di tutto questo è avvenuto. Tutto liscio tra qualche mugugno per i controlli e per l’alzataccia mattutina cui sono stati costretti gli ospiti che dovevano arrivare in area Marciana in tempo per passare i controlli ai varchi senza rischiare di rimanere fuori. Ai fatidici 20 mila spettatori si devono aggiungere altri 3 mila fatti entrare allo stesso tempo in piazzetta San Marco. Settantamila, secondo la Polizia locale, i presenti in città. Più che il volo era attesa la verifica del piano di sicurezza – che ha visto coinvolte 700 persone tra forze dell’ordine e volontari - che per la prima volta prevedeva il numero chiuso di 20 mila persone, numero stabilito a priori.

Prova generale di quello che in futuro sarà fatto per gestire i flussi turistici nell’area marciana. Di sicuro lo si farà per i prossimi carnevali introducendo la prenotazione obbligatoria, ma gratis, attraverso il web per chi vorrà essere presente in Piazza San Marco. Una prova che i responsabili della sicurezza presenti hanno definito positiva.


La discesa. Alle 11, la Maria vincitrice del Carnevale 2017, Elisa Costantini, ha iniziato la discesa dal campanile di San Marco per raggiungere, come vuole la tradizione il Doge che ufficialmente, poco prima, aveva aperto il Carnevale arrivando con lo storico corteo. Sotto ad attendere la Maria volante assessori e organizzatori vari. E mentre la piazza dei 20 mila s’infiammava per il volo, spettacoli e animazioni si svolgevano in campo Manin, campo Santo Stefano, campo Santa Maria Formosa, campo Santa Fosca, oltre a campo San Polo. Avvenimenti organizzati per creare alternative a chi in piazza, per motivi di sicurezza dopo le disposizioni del ministro dell’Interno Marco Minniti, non poteva entrare.

Polizia locale. Il Comando alla fine ha stimato in circa 23 mila le presenze complessive in Piazza San Marco, di cui 3 mila in piazzetta San Marco. Il flusso di persone è rimasto continuo per tutta la mattinata. Sensi unici sono stati istituiti nei punti di maggior afflusso e, al termine del Volo dell’Angelo, per consentire il deflusso, sono state chiuse le Mercerie. Le presenze stimate alle 13 sono state di circa 70.000 persone.

Prefetto. Spiega il prefetto Carlo Boffi: «Anticipare di un’ora il volo, martellare con informazioni precise e continue i turisti o i possibili turisti sul fatto che quest’anno ci sarebbe stato il numero chiuso, ha sortito l’effetto che volevamo. La gente ha capito e anche chi, pochi, sono rimasti fuori dalla piazza non ha creato problemi. Ed è in questa direzione che bisogna andare. Domenica replichiamo, con lo stesso modello per garantire la massima sicurezza possibile a chi arriva in città, ma anche per i veneziani che in questo modo, sono sicuro, si godranno maggiormente il carnevale», conclude il Prefetto.

Controlli di sicurezza. Il piano di sicurezza era scattato già da sabato quando ha iniziato a funzionare la centrale di gestione degli uomini disseminati non solo nell’area Marciana ma anche in altri punti della città. Centrale in diretto collegamento con agenti e carabinieri in divisa e in abiti borghesi che presidiavano la piazza. Uomini della sicurezza muniti di smartphone che consentono un riconoscimento facciale immediato della persona controllata, utile a stabilire se la stessa è ricercata o non gradita per i suoi trascorsi in una piazza piena di persone. Una decina quelle verificate. I controlli ai varchi sono stati meticolosi e sono state guardate praticamente tutte le borse di chi entrava, naturalmente a volto scoperto. Tutta la piazza era coperta dai tiratori scelti di carabinieri e polizia sistemati sul tetto del Museo Correr, sulla torre dell’Orologio e sulla Basilica.

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