Venezia, i bus stranieri non pagano la Ztl, “buco” di un milione

Il Comune si affida a una società di recupero crediti per riavere i soldi del 2017 In testa tra gli insolventi i pullman greci (380 mila euro), secondi i portoghesi

VENEZIA. È salito a oltre un milione e 100 mila euro l’importo dei mancati introiti dal pagamento del pass Ztl per i bus turistici di società straniere i cui conducenti non hanno effettuato il versamento della tariffa di lasciapassare oneroso all’interno delle zone a traffico limitato.

A occuparsi della riscossione dovrebbe essere Avm, l’azienda veneziana per la mobilità, che sta però incontrando grossi problemi nel recuperare le somme non versate, sia per le difficoltà nel reperire le generalità degli autisti morosi dei bus turistici stranieri, sia per l’impossibilità poi di procedere nei confronti di coloro ai quali la contestazione è stata notificata.


Un’evasione che continua a crescere - forse anche perché anche gli autisti di bus che evadono si sentono abbastanza sicuri dell’impunità - e che complessivamente negli ultimi cinque anni è appunto salita a oltre un milione e 155 mila euro.

Per questo il Comune ora prova a risolvere almeno in parte il problema, rivolgendosi a una società straniera specializzata nel recupero crediti all’estero.

Si tratta della società tedesca CashControl GmbH & Co. KG, che effettuerà il recupero crediti trattenendo una percentuale delle tariffe evase (il 5 o il 10 per cento in base alla rapidità di pagamento dell’evasore) che riuscirà a recuperare per conto del Comune e di Avm.

Nella “classifica” per nazioni degli autisti di bus turistici che non pagano il pass Ztl largamente è in testa è la Grecia, con oltre 380 mila euro non versati e 59 infrazioni al pagamento solo nell’ultimo anno, con un traffico evidentemente legato ai traghetti che partono da Venezia per la Grecia o viceversa.

Segue per introito evaso il Portogallo, con circa 160 mila euro non pagati e poi, a debita distanza, la Polonia con oltre 74 mila euro non versati e la Germania con circa 63 mila euro.

A scendere ancora, gli autisti di bus turistici provenienti dalla Romania, dalla Francia, dalla Spagna, dalla Bulgaria e dalla Croazia.

Limitandosi solo al 2017 invece, gli autisti che hanno evaso maggiormente le tariffe della Ztl bus sono stati ancora una volta - largamente - quelli della Grecia, seguiti da quelli della Polonia e della Croazia. Si tratta ora di vedere se la società tedesca incaricata riuscirà effettivamente nel recupero di almeno parte dei crediti da Ztl bus evasa, là dove invece Avm e il Comune hanno dovuto arrendersi.(e.t.)

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