«Via indipendente contro l’impianto di Gpl»

Il comitato pagherà 10 mila euro la valutazione di impatto ambientale per l’udienza del Tar

CHIOGGIA. Incarico a uno studio privato per avere la Valutazione di impatto ambientale per l’impianto gpl, ritenuta non necessaria dalla Città metropolitana.

Il comitato No Gpl ha affidato l’incarico allo studio tecnico “Terra” di San Donà chiedendo di concentrarsi su due filoni: la sicurezza esterna e la valutazione ambientale strategica per l’area di impianto. Il tutto dovrà essere pronto per aprile in modo da aggiungere la Via alla memoria difensiva per l’udienza del Tar del 10 maggio. Un primo screening però il comitato lo vorrebbe già per il 9 febbraio quando, alle 21 in auditorium, si terrà un convegno a cui interverranno esperti in ingegneria, ambiente e urbanistica per parlare di tutti gli aspetti su cui il comitato si sta battendo da un anno e mezzo.


«Nell’impianto è comparsa anche l’erbetta», spiega il presidente dei No Gpl, Roberto Rossi, «con un po’ di verde si tenta di mascherare l’impatto dei tre bomboloni, o forse si spera di fare qualche ripresa dall’alto, da esibire in sede di Tar, per dimostrare che l’effetto visivo non è così impattante… Con o senza erba, tutti i nostri interrogativi rimangono tali e andiamo avanti per la nostra strada. L’allora provincia decise che il progetto non necessitava di Via, a fronte di una serie di prescrizioni che poi sono rimaste lettera morta. Noi invece siamo convinti che la Via sia indispensabile. Alla ditta abbiamo chiesto di concentrarsi su due filoni. Uno legato alla sicurezza esterna, dato che non esiste ancora un Piano integrato che comprenda l’ambito esterno all’impianto, il via vai di autobotti sulla strada del porto e sulla Romea e il transito delle gasiere. Un altro sulla Valutazione ambientale strategica dell’impianto partendo dal parere più volte ribadito della Capitaneria che precisa come serva una variante al Prg del porto per prevedere quell’impianto in quel sito». Lo studio dovrà essere elaborato entro un paio di mesi in modo da essere inserito nella documentazione prodotta per l’udienza del Tar che il 10 maggio dovrà entrare nel merito delle autorizzazioni ambientali. Il ricorso è stato presentato dalla Costa Bioenergie per chiedere l’annullamento dell’ordinanza comunale del maggio 2017 con cui si chiedeva lo stato in pristino dei luoghi per assenza del titolo paesaggistico.

Il Tar ha concesso subito la sospensiva, ma nel merito non si è ancora pronunciato. «Crediamo che la Via sia un elemento chiave nella vicenda», spiega Rossi, «ecco perché ci siamo accollati una spesa importante (dagli 8 ai 10.000 euro ndr) per ottenerla».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

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