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«Cattedre senza un concorso? Meglio premiare il merito»

CHIOGGIA. «La mia battaglia non è contro le diplomate magistrali, ma per una didattica di qualità che premi, laureati o diplomati che siano, le persone con esperienza e preparazione». A parlare è...

CHIOGGIA. «La mia battaglia non è contro le diplomate magistrali, ma per una didattica di qualità che premi, laureati o diplomati che siano, le persone con esperienza e preparazione». A parlare è Laura Catroppa, la giovane maestra chioggiotta che da mesi sta portando avanti, assieme ai ragazzi del Coordinamento nazionale Sfp e ai professori, una battaglia per ripristinare la meritocrazia all’interno delle scuole.

Laura Catroppa è una delle docenti che ha gioito per la sentenza del Consiglio ...

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CHIOGGIA. «La mia battaglia non è contro le diplomate magistrali, ma per una didattica di qualità che premi, laureati o diplomati che siano, le persone con esperienza e preparazione». A parlare è Laura Catroppa, la giovane maestra chioggiotta che da mesi sta portando avanti, assieme ai ragazzi del Coordinamento nazionale Sfp e ai professori, una battaglia per ripristinare la meritocrazia all’interno delle scuole.

Laura Catroppa è una delle docenti che ha gioito per la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre che ha dichiarato illegittimo l’ingresso delle diplomate in prima fascia, ottenuto attraverso ricorso, dove non è previsto concorso. «Non possiamo consegnare cattedre a chi fino al giorno prima faceva altro nella vita», spiega la maestra, «va benissimo che ottengano la cattedra le diplomate che hanno esperienza, che sono precarie storiche, ma di certo non possono essere ammesse in prima fascia, le diplomate con zero esperienza. Noi siamo contro le sanatorie e contro i ricorsi che generalizzano le situazioni. Ben vengano i concorsi che mettono tutte nelle stesse condizioni permettendo di dimostrare nei fatti la preparazione».

Nei giorni scorsi Laura Catroppa ha preso carta e penna e ha scritto a tutti i big politici nazionali per far conoscere le anomalie del sistema scolastico chiedendo che si riporti l’equilibrio. «Prima di quest’anno», precisa la docente, «ho lavorato con molte maestre diplomate ricorrenti, tutte preparate e da cui ho imparato molto. Oggi però i risultati della “corsa al ricorso” si sono fatti sentire e ho capito che se non avessi fatto sentire la mia voce avrei perso il lavoro. Non ci sono parti in guerra, siamo tutte vittime del malgoverno e, qualcuno dei ricorrenti, anche del business sindacale purtroppo».

Elisabetta Boscolo Anzoletti