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Via i ponteggi dalla Basilica operai senza il caschetto

Venezia. Concluso l’intervento e rimosse le impalcature, dubbi sul rispetto delle norme. Misure di sicurezza “magicamente” complete dopo gli scatti dei fotografi

di Vera Mantengoli
2 minuti di lettura

VENEZIA. Da quindici anni siamo abituati a vederla velata, ma oggi finalmente la Basilica di San Marco si potrà ammirare senza impalcature. Gli interventi di manutenzione e di restauro, interamente a capo della Procuratoria, sono iniziati nel 2003, sempre sotto l’occhio vigile dell’allora architetto Ettore Vio. Nonostante alcuni periodi più o meno lunghi di pausa, alcune parti erano comunque coperte dal telo delle impalcature.

Restauro. «Era necessario intervenire su marmi, mosaici, edicole e cuspidi che da decenni non venivano sistemate» spiega Paolo Gasparotto, a capo del settore tecnico «I lavori di restauro sono stati svolti dalla ditta Ottorino Nonfarmale, ma con l’aiuto delle maestranze della Procuratoria di San Marco, dai mosaicisti ai carpentieri del legno. L’ultimo intervento sarà sulle balaustre esterne, sempre al vento ed esposte all’aria. Siamo molto soddisfatti del risultato di questi interventi».

Sicurezza. Ieri mattina, in occasione dell’inaugurazione dell’anno del Turismo Europa Cina, Piazza San Marco era piena di forze dell’ordine di ogni settore, dalla polizia municipale ai militari con il mitra. Così, mentre centinaia di delegazioni cinesi entravano a Palazzo Ducale dalla Porta della Carta, gli operai della ditta Eco Ponteggi di Claudio Calzavara smontavano gli ultimi pezzi dell’impalcatura dalla facciata dei Tetrarchi.

Un lavoro delicato perché bisogna smantellare a circa una decina di metri di altezza tanti tubi innocenti che reggono un sistema di telai e ponti di legno e camminare sospesi per alcuni tratti. L’intervento era svolto da una decina di operai, qualcuno dedito a togliere le tavole di acciaio e di legno, altri a imbragarle per poi calarle sotto.

Essendo proprio a ridosso dell’ingresso ufficiale, era impossibile non notare che nessuno aveva il caschetto. Negli ultimi giorni, dopo la morte degli operai che lavorano nella fabbrica Lamina di Milano, è suonato di nuovo il campanello sulla prevenzione nei posti di lavoro. Alcuni fotografi si sono messi a scattare fotografie.

Un poliziotto, notando che l’attenzione si stava focalizzando sugli operai e capendo che erano senza caschetto, è andato dai lavoratori dicendogli qualcosa. Dopo una trentina di minuti tutti avevano il caschetto. «Io sono passato alla mattina e li ho visti con il caschetto» ha detto Gasparotto «Ci teniamo moltissimo alla sicurezza ed è la prima raccomandazione che facciamo».

Eco Ponteggi. Il responsabile della ditta Calzavara ha detto che era tutto in sicurezza e che dal basso non si vedono le corde che invece, secondo lui, c’erano: «Erano attaccati da dietro» ha risposto «Quando non c’è niente sopra non è obbligatorio mettere il caschetto. Poi dal basso non si vede, ma la corda c’era». Sarà stato un gioco prospettico, ma chi era là sotto non ha visto nessuna corda.

Centro Edili Veneto. La sicurezza sul lavoro è centrale per ogni cantiere. Spesso gli incidenti si verificano proprio perché si è troppo sicuri e non si usano le precauzioni basilari. «Non eravamo presenti e quindi non possiamo dichiarare nulla» ha detto il Centro Edil Veneto «Noi facciano almeno 532 visite all’anno nell’area metropolitana, quindi vuol dire che in media vediamo due cantieri al giornale. In genere le infrazioni più comuni sono i dispositivi di protezione individuale, guanti e caschetto e scarpe. Quando troviamo situazioni gravi chiamiamo Spisal e l’ispettorato al lavoro».

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