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Venezia, ristoratore muore nel sonno a 47 anni

Federico Bernardi è stato trovato ormai senza vita dalla compagna. Insieme al fratello gestiva la trattoria Casa mia. Martedì i funerali al Lido

Vera Mantengoli
1 minuto di lettura

VENEZIA. Era riservato, ma quando prendeva confidenza Federico Bernardi, Chicco per gli amici, si lasciava andare a tante risate.

Tifoso del Venezia e attualmente socio proprietario con il fratello Mauro della trattoria Casa mia, vicino a Santi Apostoli, Federico è mancato all’improvviso a 47 anni. Lo ha trovato la compagna alle 23 a letto, immobile. Chi lo conosce dice che stava bene e non aveva mai avuto problemi di cuore. Non è stato nemmeno necessario ricorrere all’autopsia: un infarto lo ha portato via in un attimo, senza che nemmeno lui se ne accorgesse.

I funerali  si terranno martedì alle 9.30 nella chiesa di Sant’Antonio del Lido. Era lì ormai che da qualche anno Bernardi viveva con la compagna e un figlio, ancora molto piccolo. Ieri la trattoria è rimasta chiusa.

Da cinque anni Federico lavorava al bancone con suo fratello Mauro, dopo una quindicina di anni come operatore in ferrovia: «Era una persona vera, di quelle che non ti tradiscono mai, nel senso più profondo del termine» racconta l’amico Andrea Mainardi. «Abbiamo lavorato fianco a fianco per anni e posso dire che Federico era una persona stupenda, buono come poche e molto riservato. Sapeva essere silenzioso, anche di compagnia e molto presente. Quando aveva iniziato a lavorare con suo fratello gli era cambiata la vita, era stato felicissimo. Negli ultimi tempi, entrambi con figli, ci vedevamo meno, ma proprio pochi giorni fa lo avevo incontrato ed era sempre un grande piacere».

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Muore nel sonno a soli ventun anni]]

I residenti conoscono bene la pizza di Casa mia, dove i veneziani doc vanno a colpo sicuro per mangiare una buon piatto e per trascorrere una bella serata in compagnia.

Bernardi era un appassionato di viaggi e anche di tutto ciò che era elettronica, ma soprattutto era un amico con il quale si finiva sempre per mangiare e scherzare in allegria.

«Negli anni Novanta» racconta Marco Borghi dell’Iveser «avevamo formato un gruppo di tisofi alternativo, diverso da quelli che bazzicano nelle curve, ma molto divertente. Ci eravamo chiamati Brigata autonoma Pedro Mariani, dal nome di un vecchio capitano del Venezia. Con la scusa di andare in trasferta per vedere il Venezia, ci facevamo sempre delle gite che finivano in un magna e bevi generale e tantissime risate. Quello che notavi di lui all’inizio era la sua riservatezza, non era espansivo, ma, come si dice, era di batteria». Moltissimi amici nelle ultime ore gli hanno scritto sul suo profilo FB: «Ciao Chicco, ricorderò sempre il tuo sorriso».

 

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