Bocciato dalla Regione il riordino scolastico

No alla riduzione dei distretti da cinque a tre. Saranno mantenuti tutti posti di lavoro

CHIOGGIA. Dietro front sul ridimensionamento scolastico previsto dalla giunta Cinque stelle per il prossimo anno. La proposta comunale, che intendeva ridurre gli istituti comprensivi da cinque a tre, tenendo conto del calo demografico e del conseguente calo degli iscritti nelle scuole dell’obbligo, è stata bocciata dalla Regione.

Con il decreto regionale 2211 del 29 dicembre, pubblicato pochi giorni dall’Ufficio scolastico regionale, si spiegano le motivazioni per le quali la proposta locale è stata respinta. La delibera della giunta comunale del 2 novembre prevedeva la riorganizzazione dei cinque istituti esistenti in tre (Chioggia Borgo, Sottomarina 1 e Sottomarina 2). «La commissione mista», si legga nel decreto 2211 della Regione, «ritiene preferibile valutare un dimensionamento che accorpi i cinque istituti attualmente esistenti in quattro. La riorganizzazione in soli tre istituti determinerebbe la creazione di dirigenze con un numero di studenti troppo elevato e la perdita in pianta organica di posti di dirigente scolastico, di direttore amministrativo e di personale Ata che difficilmente possono essere riassegnati in futuro, comportando un inevitabile impatto sulla qualità del servizio». La proposta comunale aveva creato forti preoccupazioni in città per le possibili ricadute sul personale a fronte di aggregazioni diverse rispetto all’assetto attuale che avrebbero creato spostamenti di docenti e personale Ata.

Il freno posto dalla Regione viene letto come una vittoria dello Snals che aveva chiesto di attendere ancora qualche anno prima di procedere a una eventuale riduzione degli istituti comprensivi, ipotizzando nel caso di una inderogabile riduzione di passare a quattro e non a tre. Lo Snals aveva insistito sul mantenimento di tutti i posti di lavoro per il personale docente e per gli addetti Ata. I cambiamenti sono quindi rimandati. «Prendiamo atto di quanto ha deciso la Regione», spiega l’assessore all’istruzione, Isabella Penzo, «Ci siamo più volti confrontati sia con l’Ufficio scolastico regionale, da cui è partita la proposta di dimensionamento scolastico da cinque a tre istituti, sia con i dirigenti scolastici che, evidenziando le criticità del nostro sistema territoriale, accoglievano e supportavano il suggerimento dell’Ufficio scolastico regionale. Rinnoviamo l’impegno a continuare a lavorare per superare le difficoltà e soddisfare le esigenze del sistema scolastico locale».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

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