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Contratto comunali, rischio annullamento

Il giudice propone al Comune di disdettare quello con la sola Cisl e di discuterne da capo uno nuovo con tutte le sigle

di Enrico Tantucci
2 minuti di lettura

VENEZIA. Rischia di essere annullato un’altra volta dal giudice del lavoro il contratto decentrato dei dipendenti del Comune di Venezia, valido dal 2017 al 2019, che il Comune aveva già sottoscritto con la sola Cisl, ma non accettato da tutte le altre sigle: Cgil, Uil, Diccap, Cobas e Csa. Questo è il rischio che l’amministrazione corre se non accetterà la mediazione proposta dal giudice del lavoro nel giudizio di appello voluto dai sindacati dopo che la sentenza di primo grado aveva dato ragione alla giunta Brugnaro.

Affermando, in quel caso, che l’atto unilaterale con cui l’amministrazione aveva approvato quel contratto, contestato appunto dai sindacati, era stato superato appunto dal nuovo accordo sul decentrato che Ca’ Farsetti aveva siglato con la sola Cisl. Nel frattempo Comune e sindacati si sono nuovamente seduti al tavolo aprendo una trattativa per giungere finalmente a un contratto decentrato condiviso da tutti, ma nel frattempo resta valido quello sottoscritto con la sola Cisl e per questo le altre sigle sono ricorse in Appello.

Davanti il giudice in via preliminare il Comune, con l’assessore al Personale Paolo Romor, ha proposto in via conciliativa che i sindacati ritirassero la causa, offrendo in contropartita il ritiro della loro opposizione al primo decreto di condotta antisindacale che aveva annullato il primo contratto sottoscritto solo con la Cisl.

Ma Cgil, Uil, Diccap, Cobas e Csa non hanno accettato. Non essendoci il tempo per un confronto tra tutte le sigle che portasse a una immediata proposta condivisa, il Giudice stesso ha fatto una proposta di conciliazione tra le parti.

Il Comune dovrebbe disdettare il contratto sottoscritto con la sola Cisl dal 1 gennaio 2018, proseguendo le trattative per il triennio 2018/2020 anche con gli altri sindacati, senza però senza che ci sia già un accordo già in vigore (quello con la Cisl).

Da parte loro, i sindacati dovrebbero rinunciare a opporsi all’accordo già sottoscritto dal Comune per il 2017. La giudice ha dato a Comune e sindacati due settimane di tempo per decidere. Ci si ritroverà verso la fine di gennaio e a quel punto, o si sottoscriverà l’accordo conciliativo o sarà il magistrato a decidere per tutti.

I sindacati sarebbero orientati ad accettare la mediazione, mentre per il Comune l’ultima parola spetterà al sindaco Luigi Brugnaro, che però difficilmente accetterà.

Se perciò la giudice dovesse decidere di annullare il «vecchio» contratto sottoscritto dal Comune con la Cisl, l’amministrazione non solo dovrebbe comunque aprire una nuova trattativa con i sindacati per arrivare comunque all’approvazione del decentrato, ma si troverebbe «scoperto» anche rispetto al 2017, avendo elargito premi di risultato e di produttività a parte dei dipendenti senza un accordo scritto e approvato che li giustifichi. Un problema non da poco, dopo che anche la Corte dei Conti aveva già sollecitato il Comune a restituire i premi elargiti con i criteri contestati delle «idee vincenti», anche perché incombono scadenze come quella del Carnevale, dive ad esempio, per i vigili urbani che saranno chiamati in forze in servizio per garantire la sicurezza, sarà necessario erogare con criteri certi e garantiti le risorse aggiuntive per il maggior impegno richiesto in servizio. L’alternativa per il Comune, sempre che il giudice non decida di dare ragione al Comune anche in Appello, è appunto quella di azzerare tutto e riaprire una nuova trattativa sul decentrato con i sindacati, senza però più muoversi da una posizione di forza, con un accordo comunque già valido e sottoscritto.
 

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