Forti e isole, 26 meraviglie da recuperare

Grigoletto (Istituto dei Castelli): «Occorre un piano strategico, se no andranno in mano ai privati»

Ventisei tra forti, isole, ottagoni, batterie di difesa. Una serie di gioielli che potrebbero dare ricchezza e lavoro ai giovani in un’ottica di recupero e valorizzazione guidata dal pubblico. «Abbiamo risorse incredibili e le lasciamo lì», dice Andrea Grigoletto, dell’Istituto italiano dei Castelli, «oppure li lasciamo alla speculazione privata». I beni militari dismessi pian piano finiscono all’asta. Si chiude il 18 gennaio il bando di gara per la caserma delle Vignole. In questi giorni sono scaduti i termini per l’isola di San Secondo e l’ottagono di Ca’ Roman. «Ma un piano complessivo non esiste», dice Grigoletto, «abbiamo chiesto di parlarne con il Comune». Molti di questi beni sarebbero disponibili a titolo gratuito per il Comune, grazie al federalismo demaniale. E lo stesso Grigoletto, che di professione fa l’architetto, ha elaborato insieme a un gruppo di volontari un progetto di schedatura e riutilizzo del patrimonio che rischia di andare un pezzo alla volta sul mercato privato.

Sono 14 i luoghi storici che uno ad uno saranno messi in gara dal Demanio. Tra questi la serie di batterie difensive austriache sul litorale di Lido e Pellestrina, come la batteria Emo, San Leonardo agli Alberoni, il forte di San Pietro, quello di Pellestrina e il Forte Rocchetta agli Alberoni. Ma anche l’isola di San Giacomo in Paludo, gioiello della laguna Nord che doveva diventare un centro di ricerca con Green Cross, Vas e la Fondazione di Rita levi Montalcini. Restauri, inaugurazione. Ma adesso l’isola è di nuovo abbandonata, in attesa di essere messa sul mercato. Eppure fino a qualche anno fa ospitava campi archeologici e seminari per studenti . Ci sono anche il Forte di Sant’Erasmo, e la caserma dei Dirigibili a Campalto, l’ospizio di San Giacomo, la caserma Pepe al Lido e il pregiato Forte di Sant’Andrea. Opera cinquecentesca del Sammicheli, baluardo della Serenissima contro gli invasori dal mare. I militari se ne sono andati. E certo il monumento non può diventare albergo. Ma il rischio è che venga sottratto all’uso pubblico. È finito nel nulla un progetto di farne la porta d’entrata di un grande parco legato alla Certosa e alle Vignole. Adesso si attende l’esito dalla gara per la «valorizzazione» dell’attigua caserma Miraglia e dell’Idroscalo.

A questi 14 luoghi se ne aggiungono altrettanti già nella disponibilità del Comune. Come i forti della terraferma, parte dell’ambizioso progetto per il recupero del «Campo Trincerato» avviato negli anni Novanta. Forte Rossarol e Forte Pepe, Mezzacapo, Carpenendo, Bazzera, Tron. Oltre all’Arsenale. «Chiediamo di essere coinvolti in progetti di rilancio», dice Grigoletto, «sul futuro del patrimonio occorre una visione strategica d’assieme». (a.v.)

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