Turismo: semafori per gestire San Marco

La proposta di Brugnaro: numero chiuso e telecamere per il controllo dei flussi grazie ad un software

VENEZIA. Numero chiuso a piazza San Marco. Con un semaforo che inviterà ad attendere nel caso la Piazza sia piena. È una delle novità annunciate per il 2018 dal sindaco Brugnaro sul fronte del controllo dei flussi turistici. «Ci sono delle leggi europee, non possiamo fermare nessuno», attacca, «ma stiamo sperimentando un nuovo software che ci consenta di vedere con le telecamere, in tempo reale, quante sono le persone che entrano, in un senso e nell’altro. Così potremo intervenire per questioni di sicurezza quando si supera un certo limite». Rinvio dell’ultimatum Unesco, progetto inviato dal Comune a Roma e a Parigi. Ma quando si vedranno risultati operativi? «Questa è una cosa che faremo subito», assicura il sindaco.

Locazioni. «L’altra sarà sollecitare alla Regione deleghe sul turismo e sulle locazioni. Avevamo chiesto al governo di inserire nella legge la possibilità di creare un registro per gli appartamenti affittati ai turisti, senza cambio d’uso. Non ce l’hanno data. Allora faremo da soli. E inaspriremo i controlli sugli scarichi, sui servizi igienici, su tutto quello che riguarda questi appartamenti non usati come residenza». Quanto al numero complessivo, Brugnaro spiega che i turisti dovranno essere«dirottati» anche in altre aree del Comune e della Città metropolitana. «Abbiamo investito risorse per fare mostre in terraferma, l’M9 è in dirittura di arrivo, porteremo a Mestre i capolavori dell’Ermitage. A Venezia abbiamo introdotto le entrate prioritarie per i residenti. E funzionano, con 16 mila passaggi al giorno, tanto che vorremmo estenderle anche ad altri pontili».

Gran Turismo. L’alleggerimento della pressione turistica su San Marco passa anche per lo spostamento degli arrivi dei lancioni turistici. Andranno alle Fondamente Nuove», annuncia il sindaco.

Mose.Il sindaco insiste sulla richiesta di poteri al Comune sulle acque. Lo abbiamo chiesto al governo, anche alla Regione nell’ambito delle deleghe sull’autonomia. Evidente che se la Città metropolitana avrà poteri sulla laguna e sulla manutenzione delle bricole e dei canali dovrà averla anche sul Mose. Che si dovrà usare il meno possibile. Certo non servirà per le acque medio alte ma per quelle eccezionali».

Grandi navi.«Forse non c’è stata una decisione concreta», dice Brugnaro, «ma l’ultimo Comitatone ha segnato un punto importante: cioè che la Marittima continuerà a vivere per le navi piccole, e le grandi andranno a Marghera». (a.v.)



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