«Se non iniziano i lavori ritiriamo i bambini»

Protesta dei genitori del nido Peter Pan di via del Gazzato: la scuola è insalubre e nessuno interviene 

«Se non verranno eseguiti i lavori, ritireremo i nostri figli e non pagheremo la retta». I genitori dei bambini che frequentano l’asilo nido comunale Peter Pan della Cipressina, in via del Gazzato, affilano le armi dopo l’ennesimo rinvio dei lavori in programma per rendere salubre l’ambiente che frequentano i figli. A ottobre, infatti, i genitori erano venuti in possesso del verbale di sopralluogo effettuato a settembre dall’Usl 3 Serenissima la quale aveva messo nero su bianco che la camera dove fanno il riposino pomeridiano i “divezzi”, ossia i bimbi di età compresa tra i 12 e i 24 mesi «è da ritenersi insalubre». Il verbale del sopralluogo di vigilanza igienico-sanitaria era datato 27 settembre e firmato da direttore del Dipartimento, Vittorio Selle. Si parlava di «forte odore di umidità e muffa nella camera dei divezzi», segni di «infiltrazioni di acque meteoriche» in corrispondenza dello split, nel soffitto e nella parete esposta. E ancora «umidità da capillarità» con pareti bagnate nelle bussole di accesso alla zona dove dormono divezzi e lattanti e del distacco della superficie di copertura del pavimento della camera dei lattanti.

«Dopo le proteste di ottobre», spiega la portavoce delle famiglie, «sembrava che qualcosa si fosse mosso, c’erano stati dei altri sopralluoghi ed era stato nuovamente appurato che sotto il pavimento c’è una enorme quantità di muffa, la stessa cosa sul muro, tanto che vanno eseguiti dei lavori strutturali».

Prosegue: «Nel frattempo, finché attendevamo i lavori, è stato montato uno scambiatore d’aria che dovrebbe rendere l’ambiente meno insalubre e l’aria meno maleodorante, ma fa talmente tanto rumore che le maestre devono spegnerlo durante il riposo perché altrimenti i bambini non riescono a riposare». Continua la rappresentante: «L’epopea continua, perché ci avevano promesso i lavori durante le vacanze di Natale e a nostro avviso c’era tutto il tempo, visto che il nido rimane chiuso un bel po’ e almeno per sette giorni lavorativi. Adesso contrordine, non si parte più ancora una volta. Abbiamo scritto, ci sono stati carteggi, telefonate, ma nulla. Abbiamo sollecitato i lavori e ci è stato detto di areare le stanze e mettere in moto il macchinario. Noi, di contro, abbiamo domandato che i bambini vengano spostati di stanza e ci è stato risposto che non è possibile».

A questo punto, le famiglie si dicono stufe marce della situazione. «Ci sono genitori i quali hanno annunciato che non pagheranno la retta e altri che vogliono togliere i bambini dal nido. Questi lavori sono stati annunciati nel novembre del 2016 e francamente ci sembra davvero una presa in giro. E ci vengono pure a dire che siamo allarmisti». Chiude: «Sfido chiunque a lasciare i bimbi in un asilo con la muffa, all’Usl un nuovo sopralluogo».

Marta Artico

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