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La messa del Patriarca in carcere «Libertà è rispetto delle regole»

La testimonianza di due detenuti: «Il lavoro con la cooperativa ci ha ridato fiducia per la vita futura» Nel pomeriggio altra celebrazione di Francesco Moraglia al Vega per i 100 anni di Porto Marghera  

Dal carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia al Parco tecnologico e scientifico Vega di Marghera e alla mostra sui cento anni di Porto Marghera. Ieri in Patriarca ha fatto altre due importanti visite con la celebrazione della Messa, in attesa delle Festività natalizie. Rispetto delle regole, assunzione di responsabilità e ripensamento della propria vita dietro la solitudine delle sbarre. Ai 226 “cari ospiti” del carcere circondariale maschile di Santa Maria Maggiore il patriarca Moraglia, i ...

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Dal carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia al Parco tecnologico e scientifico Vega di Marghera e alla mostra sui cento anni di Porto Marghera. Ieri in Patriarca ha fatto altre due importanti visite con la celebrazione della Messa, in attesa delle Festività natalizie. Rispetto delle regole, assunzione di responsabilità e ripensamento della propria vita dietro la solitudine delle sbarre. Ai 226 “cari ospiti” del carcere circondariale maschile di Santa Maria Maggiore il patriarca Moraglia, ieri mattina durante la messa di Natale, ha portato un messaggio di speranza e consegnato riflessioni per il loro recupero. Nell’omelia il presule che ai detenuti ha teso la mano ha sottolineato: «Non siete soli; le vostre esperienze sono come gocce d’oro da donare agli altri».

Nella chiesetta addobbata con luci, decorazioni e l’albero di Natale ad ascoltare il presule, seduti tra i detenuti, l’assessore alla coesione sociale Simone Venturini, la presidente della Corte d’Appello Ines Marini, la presidente del Tribunale Manuela Farini, il procuratore della Repubblica Adelchi D’Ippolito, poco distante la direttrice Immacolata Mannarella.

«La nostra società è fatta anche di ruoli, compiti, regole che certe volte ci vanno un po’ strette ma ci dicono che non siamo soli e che abbiamo dei diritti e dei doveri» ha sottolineato il Patriarca Moraglia ponendo poi un quesito «perché tante cose nel mondo potrebbero andare diversamente da come vanno? ». Soffermandosi sul termine libertà come dono «che se usata bene è un dono che si fa agli altri» il Patriarca ha augurato a tutti i detenuti di «scoprire che rispettando delle regole si è uomini liberi, la vita cambia e diventa nuova». «Ritrovate voi stessi», ha aggiunto, «ritroverete i fratelli e soprattutto ritroverete quel tanto bene che ciascuno di voi, se vuole, può incominciare a fare nella sua vita». Durante la messa sono intervenuti due detenuti: Enzo, emozionato, ha detto: «non sono stato abituato ad avere un dialogo con Dio» e Michael, 26 anni, “sindacalista” dei detenuti che ha raccontato la sua vita smarrita prima per la cocaina dopo per l’eroina: «mio padre ubriaco picchiava mia madre, a 17 anni vivevo per strada. Ero cuoco e pizzaiolo, ora sento la detenzione come un parcheggio, mi hanno dato fiducia, ho un lavoro con la cooperativa Rio Terà e la speranza di una vita normale e di una famiglia tutta mia».

Uscendo dalla chiesa tutti hanno rivolto uno sguardo al presepe tradizionale realizzato dai detenuti con la sacra famiglia, la capanna costruita a mano con centinaia di fiammiferi, l’acqua vera e tutt’attorno, come un grande abbraccio, fotografie che hanno catturato immagini di uomini naufraghi, poveri, alcolizzati, malati, giocatori d’azzardo, detenuti, bambini affamati. Accanto a questi altri scatti: richiamano la misericordia, la carità, l’amore, come la lavanda e il bacio del piede.

Nel pomeriggio il Patriarca ha visitato la mostra “Industriae” – dedicata ai cento anni di Porto Marghera – e, alle 15.30 ha celebrato la Santa Messa al Padiglione Antares del Parco Vega dove erano presenti, tra le autorità, il vice sindaco Luciana Colle, l’amministratore delegato di Vega, Tommaso Santini e il presidente di Confindustria Venezia, Vincenzo Marinese. Moraglia ha apprezzato la mostra “Industriae” che espone – alla stregua di opere d’arte – i prodotti, spesso essenziali alla vita di tutti giorni, realizzati ieri ed oggi a Porto Marghera. Dal Padiglione Antares del Parco Vega partono quotidianamente gli “Itinerari guidati” alle fabbriche e alle imprese attive, con centinaia di studenti interessati a conoscere questa realtà industriale del nostro territorio. Le iniziative al Vega sono promosse dal Comitato Nazionale per il Centenario di Porto Marghera, istituito dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e presieduto dal sindaco, Luigi Brugnaro.

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