Gestione esterna per le società di Luigi Brugnaro

Il Gruppo Umana e le altre aziende del sindaco saranno affidate alla "Lb", un fondo fiduciario autonomo con sede a New York, per evitare i conflitti d'interesse nella gestione del Comune di Venezia

VENEZIA. «Sempre avanti». Il motto del sindaco Luigi Brugnaro applicato a se stesso. Perché è lui che per la prima volta in Italia sperimenterà il “blind trust”, il fondo senza possibilità d’intervento per evitare i conflitti d’interesse.  Una formula molto in uso, se non addirittura obbligatoria, in tutte le democrazie avanzate quando un imprenditore diventa amministratore di società pubbliche oppure un politico, ma che invece in Italia vedrà la società “Umana” di Brugnaro prima in assoluto a usare questa formula.
Brugnaro darà quindi in gestione Umana a un “gruppo fiduciario autonomo” americanoper evitare i rischi di conflitti di interesse. Uno di questi potrebbe essere ad esempio il palazzetto dello sport che il Comune vuole costruire nell’area Pili di Porto Marghera, proprio su un terreno di Brugnaro.
Il “blind trust era stato previsto dalla legge Frattini (215/2004) come risposta alle tanti leggi “ad personam” (da quella Mammì in poi) che erano state votate su misura per le società dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ma non aveva mai avuto effettiva applicazione.
 
La formula adottata da Brugnaro a due anni dalla sua elezione a sindaco, prevede la separazione del sindaco dalle sue proprietà nel gruppo di lavoro interinale Umana, nella squadra di pallacanestro Reyer e in altre aziende del vetro e del settore agricolo.
Si tratta di aziende che fatturano poco meno di 600 milioni di euro l’anno, con margine operativo lordo a 35 milioni di euro.
 
L’intero pacchetto sarà gestito da un gruppo, la holding Lb, cioè le iniziali di Brugnaro, che sara pilotata dall’avvocato americano Ivan A. Sacks, già chairman dello studio Withers, con sede a New York.
Secondo le dichiarazioni di Brugnaro il gruppo Lb gestirà tutte le aziende del gruppo con un effetto “a cascata”.
 
Il controllo sulla corretta gestione ispirata a criteri di economia e sviluppo sarà affidato a tre fiduciari del sindaco, per il resto la gestione sarà autonoma
 
Tre persone quindi di assoluta fiducia del sindaco potranno verificare che il trust operi secondo i principi che ispirano il gruppo, per il resto la gestione avverrà in autonomia. 
 
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